Sutor senza stipendi. La pazienza al limite

Anche il coach Recalcati esce allo scoperto.

"Se è vero che in carriera ho guadagnato tanto da potermi permettere di non ricevere lo stipendio per qualche mese, non per tutti vale lo stesso discorso. Alla Sutor ci sono giocatori che non guadagnano così tanto, altri che devono mandare soldi a casa. Poi ci sono i miei collaboratori che percepiscono un normale stipendio da impiegato e i dipendenti che si occupano delle vicende extra campo. Queste persone stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà e le mancate spettanze degli stipendi stanno cominciando a condizionarli. Devono darci gli strumenti per lavorare, altrimenti il rischio è di non riuscire a portare avanti la stagione al meglio delle possibilità. Qui c'è in ballo il futuro della Sutor e bisogna capire se la società potrà andare avanti con i fatti e non solo a parole". Carlo Recalcati ieri è uscito allo scoperto, facendosi portavoce delle difficoltà di tutto l'ambiente. Intanto la squadra si allena al PalaRossini in vista della partita di domani a Cremona, che a questo punto passa decisamente in secondo piano. Tra i giocatori mancavano l'infortunato Mazzola e Slay che convive con i problemi alle ginocchia e soffre anche di un attacco influenzale. Il problema aggiuntivo però è l'assenza del playmaker Ronald Steele che si sarebbe rifiutato di allenarsi perché starebbe valutando la possibilità di accettare l'offerta ricevuta da un'altra società. Si tratterebbe di una vera e propria bomba, essendo Steele il regista della squadra. Recalcati, perché ha deciso di fare outing? "Non sono un ipocrita ed è arrivato il momento di fare chiarezza. Non mi piace che si possa pensare che le cose sono andate male perché nessuno ha fatto nulla accettando passivamente la situazione". State dimostrato grande professionalità... "Siamo davanti a un grande gruppo e, se è vero che tutti storcono il naso quando arrivano in palestra, è altrettanto certo che si mettono a lavorare sodo non appena lo chiediamo. Ma il tempo sta minando le convinzioni di tutti". Di Bella ha lasciato la fascia da capitano... "Lui ha la mia totale stima e quella dei compagni. Spero che possa recedere da questa decisione, anche se questa va rispettata. Nessun'altro ha intenzione di sostituirlo e spero che per Cremona la situazione si possa risolvere. Quello che conta è che nella squadra ci sia unione d'intenti e questa qualità al gruppo non manca". Potrebbero esserci delle partenze? "Non lo escludo, il mercato europeo è vivo. Ci sono delle clausole che permettono di liberarsi nel caso non si venga pagati per qualche mese". Ha mai pensato di lasciare? "No. C'è un lavoro da portare avanti enelle difficoltami esalto. Prendo a cuore un progetto e mi batto, ma qui i presupposti stanno venendo a mancare".

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