Federico Pasquini DS Dinamo fino al 2018

Il DS rinnova con il Banco di Sardegna.

Dinamo 2018. Il progetto Dinamo Banco di Sardegna del presidente Stefano Sardara va avanti. Il primato in classifica nel campionato di Lega A Beko 2012-2013 fa da cornice ad un nuovo importantissimo annuncio: il direttore sportivo Federico Pasquini, grande protagonista delle ultime due stagioni sassaresi (compresa quella ancora in corso) prolunga il suo rapporto con la società sino al 2018, una importante pietra posta sul percorso di crescita di un team che vive al top il suo presente e guarda lontano con lungimiranza e forte entusiasmo.

L’annuncio. Il presidente della Dinamo Banco di Sardegna Stefano Sardara: «Buongiorno a tutti, sapete che ci muoviamo su due direttrici, quella societaria e quella sportiva, entrambe braccia di uno stesso corpo e quindi coordinate fra loro. Si ragiona a due velocità, sul quotidiano e in prospettiva. A Milano abbiamo annunciato il varo del progetto Dinamo 2018, oggi sono veramente felice dal punto di vista personale e professionale di annunciare che dopo Meo anche il diesse Federico Pasquini resterà con noi sino al 2018. Ricordavo con lui quando lo chiamai a guidare la Robur: mi stupì allora la disponibilità data da un tecnico di alto livello ad un progetto come quello Robur mettendosi in discussione con grande entusiasmo. Da lì in poi un crescendo umano e professionale, pedina fondamentale e determinante nella gestione della squadra. Felice di proseguire il rapporto con lui, il contratto non prevede uscite, spero che in tandem con coach Meo Sacchetti ci possa dare tante soddisfazioni».

Il DS biancoblu. «È un onore ed un piacere, in questo momento storico avere la possibilità di progettare e lavorare per cinque anni con questa società. È gratificante, dal punto di vista umano e professionale. Stefano Sardara mi ha dato molto, questa è l’ennesima dimostrazione che ci siamo trovati bene. Ho riflettuto, vivo di progetti e situazioni e devo dire che questa annata sportiva un po’ mi spaventava: la Nazionale a Sassari, il precampionato di livello europeo, un pluriennale fatto al giovane più interessante in Italia, Tessitori. Poi la possibilità, grazie anche alla nostra bravura, di sbarcare in Europa. Tanti step importanti: ha grande senso andare avanti perché in questo contesto la cosa meno importante è il primo posto del team. Siamo una società estremamente dinamica, ed allora nei prossimi cinque anni andiamo a consolidare quanto fatto e proviamo a renderci ancora più interessanti. Orgoglioso e onorato, speriamo di continuare a garantire qualcosa di serio realizzato su basi solide».

Le parole. Il feeling con Sassari? «La prima volta che ho visto giocare la Dinamo era contro Pesaro ed il pubblico aveva ribaltato una situazione di svantaggio – prosegue il DS -. La seconda e un post gara con Umbertide ed un confronto con la dirigenza che mi ribadiva la massima disponibilità a lavorare con me. Non ho avuto dubbi, mi piace vivere a Sassari, c’è passione ma non esasperazione». Al 2018 quale l’obiettivo? «Risultato complessivo: la possibilità che Dinamo diventi società che fa divertire e non metta mai in discussione la sua esistenza e sopravvivenza – spiega Sardara -. A Barcellona ci confrontammo con chi poneva il divertimento del pubblico a prescindere dal risultato e il lato umano come priorità. Divertirsi a prescindere, mentalità positiva, nessun volo pindarico ma, ribadisco, grande entusiasmo. Obiettivo è quindi che si divertano tutti, sugli spalti e dietro le scrivanie». Il campionato: «Essere primi a questo punto del campionato vuol dire non esserlo casualmente. E dico che ancora quest’anno non abbiamo mai visto la dinamo giocare con cinque giocatori in piena forma fisica, è una constatazione e non un volo pindarico – dice il presidente -. Questa squadra ha un quintetto oggettivamente da primo posto, grande feeling, come quello che vedo in Varese. La partita di domenica scorsa ci ha poi detto che la nostra panchina non è né corta né inadatta a inseguire obiettivi importanti. Devecchi? Felici di averlo, un elemento che vale la Nazionale. Il plauso però va a tutti, con Meo che riesce a dare supporto e motivazione a tutti in qualunque momento. Due giorni di permesso a Easley che torna a casa per un lutto familiare».

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