Milano: nessun colpevole?

La sconfitta di Milano a Reggio Emilia merita un approfondimento che va al di là della singola partita e della stagione nettamente positiva dell’avversaria di giornata, la Trenkwalder.

L’Olimpia è sesta in classifica, fuori dall’Eurolega e subito eliminata in Coppa Italia e .a questo punto solo un cammino trionfale e quasi immacolato in campionato potrebbe dare un voto positivo ad una stagione fin qui insufficiente. Ma un eventuale scudetto potrebbe esaltare tifosi e amici, non cancellare tutti gli errori fin qui commessi e che fanno dell’EA7 la più grande delusione del campionato, nel rapporto multiplo costi/ambizioni/risultati.

E’ una squadra comunque già diversa da quella assemblata con una celerità che oggi appare fretta, come se a estate appena iniziata si fosse voluto togliere pressione mentale ad uno Scariolo poi in tutt’altre faccende affaccendato (Olimpiadi). Squadra pressoché fatta, nei momenti in cui il mercato offriva pezzi pregiati e prezzi elevati; sorrisi e campioni e ci rivediamo a settembre.

Sono passati diversi mesi e risultati altalenanti e comunque inferiori alle attese. La panchina di Scariolo non è mai stata messa in discussione, nonostante tutto, e non sarò certo io - teorico della continuità - a dire che è stato un errore, però l’atmosfera dell’Olimpia è permeata di un “nonsoché” di grottesco che lascia perplessi ma che anche spaventa in prospettiva futura.

Partiamo dalla cronaca e da quello che si può immaginare dei retroscena di mercato. Questa squadra così scombinata chi l’ha voluta, disegnata, proposta, realizzata, assemblata? Ho usato apposta diversi termini per provare a definire un qualcosa di abbozzato e non ancora giunto a compimento. Più semplicemente: chi ha fatto cosa?

Livio Proli immagino abbia seguito consigli e proposte di chi di dovere, tecnicamente più ferrato di lui, e che nei termini consentiti dal pur lussuoso budget abbia detto sì alle richieste che gli sono state fatte.
Lo staff gerarchicamente sotto di lui è numeroso e di livello, finora ha pagato per tutti solo Fabrizio Frates che probabilmente è stato poi anche quello che ha chiesto di meno e che magari proprio per questo era il più facilmente rimovibile. Pascucci, che nel mercato ha avuto fino ad un certo momento voce in capitolo, è andato altrove e non è imputato se non in contumacia.

Temo che il prossimo elemento traballante come un dente da latte possa essere Portaluppi e che le accuse possano essere di facciata e di comodo come quelle che si sussurra siano state rivolte a Frates.

Però, poi, dopo, non è che ne rimangano tanti di corresponsabili nell’annata finora grigia al punto che le ambizioni sono ridimensionate - e sarebbe il meno - e le prospettive rimangono appunto quelle legate ad un’incredibile finale di campionato, per uno scudetto che almeno potrebbe dissipare le nubi peggiori: quelle dei dubbi che sono calate su Giorgio Armani e che nessun... servizio meteorologico all’interno della società ha saputo prevedere. 

Anzi, c’è perfino chi ha aggiunto del fumo.


Franco Montorro

Direttore BasketNet

I più letti