John Ebeling: "Reggio città di basket e passione"

John Ebeling

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Intervista all'ex John Ebeling, ora ds della Scavolini Pesaro prossimo avversario dei biancorossi.

Pesaro-Reggio è una gara stracolma di ex. Tra di loro, ce n'è uno che ricorda con immenso piacere la nostra città pur essendoci stato per pochi mesi. John Ebeling ora è passato dall'altra parte della scrivania, così come Frosini, ed è il direttore sportivo della Scavolini. Ebeling, ritrova Reggio Emilia per la prima volta da dirigente... «Già. Sono stato molto bene anche se per pochi mesi a Reggio. Ho giocato con compagni fantastici in un ambiente bellissimo, poi le necessità tecniche di quella squadra hanno fatto sì che la mia avventura si concludesse, peccato». Quando pensa alla città emiliana, qual è il primo ricordo? «Ricordo un grande pubblico in una città con grande passione. Però, quando penso a Reggio, mi viene in mente un solo nome: Mike Mitchell. Ho giocato con lui quei mesi e mi ha davvero impressionato. Eravamo quasi coetanei e ho avuto spesso l'opportunità di confrontarmi con lui per tanti aspetti; una figura unica». Di quell'esperienza cosa porta dentro? «C'è una cosa che mi colpì: io ero abituato a recarmi al palazzetto per primo alla domenica e generalmente non c'era mai nessuno che mi precedesse, mentre a Reggio c'era uno dei più giovani di tutti che quando arrivavo io era già in campo a paUeggiare. Era Gianluca Basile. Mi ha sempre impressionato questa cosa e credo che sia l'esempio del perché è diventato un grandissimo». Tornando al presente, domenica riceverà la Trenkwalder. Come valuta la formazione reggiana? «Sta facendo un campionato ottimo e vive sulle ali dell'entusiasmo. Il tutto è frutto di un ottimo programma, di gestione oculata e di un allenatore come Max Menetti, che conosco perché era già in società quando ero ci fui io, che sta crescendo tanto e sta dimostrando che la Serie A è il suo posto». Pesaro si sta riprendendo. Che gara crede sarà? «Sì, stiamo piano piano trovando un equilibrio e veniamo da due vittorie in casa di fila. Credo che la partita si deciderà sotto le plance, perché Brunner può farci molto male per la sua mobilità sommata a u- na grande forza fisica. I nostri lunghi dovranno farsi trovare pronti». Chi teme maggiormente tra i giocatori reggiani? «Senza dubbio Cinciari-ni, perché sta giocando aUa grande e nella sua Pesaro vorrà fare bene».

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