Lettere Maiuscole: la posta di Franco Montorro

«Caro Direttore, ho rivisto le azioni incriminate del finale di Milano-Siena e da arbitro - certo non di alto livello, ma abbastanza attento alle regole - dico che se c’è un regolamento specifico va applicato e che non può essere fatto in base al cronometro e aggiungo che mi dispiace perché la conclusione contestata di EA7-Montepaschi ha tolto un po’ di splendore a quella che a mio modo di vedere una bella prova dell’Olimpia: un finale così combattuto fino a poco tempo fa lo avremmo perso io credo».

Alberto - Monza

D’accordo sul primo punto, il problema già più volte rilevato è che qualcosa non torna nell’applicazione del regolamento, molto a discrezione degli arbitri. Poi, è vero che Milano ha vinto e con merito una gara che altre volte avrebbe perso, ma purtroppo siamo in Italia e fa più notizia la polemica, anche indotta e alimentata, pure se nel basket il più delle volte riusciamo per fortuna a restare entro certi limiti.


«Caro Direttore, ma non ti sembra che gli appartenenti al Movimento 5 Stelle abbiano un comportamento corporativo simile a quello della Fossa dei Leoni soprattutto nel loro rifiuto a tutto quello che è contrario al loro ideale di Fortitudo?».

Carlo - Bologna

Proverò a risponderti seriamente No, per qualche buona ragione. La prima è che non hanno nessuno “sopra” di loro, ma hanno “dentro” di loro un ideale, appunto, che semplicemente non coincide con la realtà della Biancoblu. Poi non ce la faccio a resistere:  perché se penso alle capigliature di Grillo e Casaleggio e a quelle di Odorici e Santi...


«Direttore, lei dice numerose cose giuste sullo stato dell’arte della Virtus Bologna, ma qualsiasi considerazione sul futuro di questa squadra andrebbe fatta leggendo quello che ammette un membro della Fondazione, e suo collega, Alberto Bortolotti quando ammette che i soldi sono finiti, perché poi come diceva quel comico sono tutti f... con il c... degli altri».

Andrea - Bologna

Se si riferisce all’articolo di ieri, la parte dedicata al futuro era minima e scritta essendo bene a conoscenza della situazione precisata dall’amico, e stimato giornalista, Alberto. Se proprio dobbiamo parlare solo di soldi, qui e adesso, è di sicuro preoccupante che siano finiti o stiano finendo e che la situazione non lasci ottimisti (parlo considerando la Virtus in sé un bene di tutto il basket italiano), ma le mie critiche miravano soprattutto al cattivo uso che si è fatto dei soldi, finché c’erano, per allestire e quasi sempre poi smantellare squadre discutibili. Più tanto fumo e poco arrosto. Nessuno a Bologna ha la bacchetta magica per domani, ma di illusioni ne ho viste proposte con discreta quantità. Anche qualche “scemeggiata” a dire il vero e la più recente è cronaca di oggi.


«Caro Franco io non ho ancora ben compreso cosa nascerà dopo la Legadue e per quale ragione non si è voluto sfruttare l’uscita di quel campionato dalla Legge 91 sul professionismo per riformare radicalmente i tornei sotto la Serie A».

Luciano - Perugia

Perché in Federazione come altrove le modifiche strutturali più di forma che di sostanza le fanno i governi a fine mandato lasciando poi il compito ai successori di apporre le dovute modifiche. Mi sarei aspettato un intervento più rapido e radicale da parte del nuovo Consiglio federale, ma sono stato l’eterno illuso.


«Direttore, secondo te la questione ultimo posto utile per i playoff riguarda solo Venezia o Brindisi o qualcuna può rinvenire da dietro?».

Massimiliano - Mestre

Non credo a rimonte, semmai penserei ad una corsa a tre per due posti includendo Reggio Emilia.


«Caro Direttore, la maggioranza delle azioni di Caserta vanno ad un imprenditore che ne sa di basket anche perché è figlio di un consigliere federale, cosa questa che mi appare un po’ inopportuna e foriere di possibile accuse di conflitto di interessi».

Stefano - Pesaro

A parte che non è detto che padre e figlio vadano sempre d’accordo, sarebbe da considerare peggiore il caso, più volte verificatosi, di presidente di Lega proprietario di un club ma non mi ricordo che quando questo fatto è avvenuto si sia gridato allo scandalo né ci sia stata ragione di sospetto. Cerchiamo di vedere la cosa in positivo, sia per la tranquillità di una società storica come Caserta, sia per il fatto che il tutto sia nato in nome di una vecchia amicizia su campi da basket.


Franco Montorro

Direttore BasketNet

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