Brindisi, Michelutti: "La Scavolini avversaria durissima: sfida difficile"

L'analisi del principale collaboratore di Bucchi:«Ormai tutte le squadre ci conoscono bene»

Adesso viene il bello. Ed il difficile. Quella di domenica, sarà una gara chiave per la New Basket Brindisi. La trasferta di Pesaro si preannuncia difficilissima, non solo per la voglia di punti dei biancorossi di Markowski ultimi in classifica ex equo con Biella, quanto per la voglia riscatto dei biancoazzurri che reduci da due partite perse consecutive, avranno l'occasione giusta per rifarsi immediatamente. L'Adriatic Arena, arbitri dell'incontro Cerebuch, Sahin e Mazzoni, sarà il teatro adatto per mandare in scena la riscossa brindisina. "Tutto ciò che è successo nel girone di andata non deve trarre in inganno nessuno. Ora è tutto diverso". Queste le parole di Daniele Michelutti, assistent-coach di Piero Bucchi sulla panchina della Enel Basket, che prevede un girone di ritorno molto difficile per la sua squadra. In ogni campo sarà battaglia, vista la fame di punti di ogni squadra, soprattutto dopo che tante società hanno rivoltato l'aspetto delle loro formazioni proprio per cercare di dare una svolta alla stagione. Ma c'è anche un aggravante. Ora Brindisi non è più una sorpresa. Daniele Michelutti, cosa vi siete detti alla ripresa degli allenamenti dopo la sconfitta di domenica? Abbiamo ripreso a lavorare con lo spirito di sempre e abbiamo fatto quello che facciamo di solito dopo ogni gara. Con Coach Bucchi abbiamo rivisto la gara con Sassari cercando di capire cosa migliorare, soprattuto in vista della gara di domenica. I ragazzi sono molto concentrati e stanno lavorando bene. Secondo lei cosa non ha funzionato contro Sassari? Credo che abbiamo sbagliato dei tiri aperti, sopratutto nel secondo tempo e questo ci ha penalizzato parecchio. Per il resto abbiamo disputato una grande gara contro una squadra molto forte. Loro hanno interpretato la partita nel migliore dei modi e se vogliamo hanno ricordato un po' quello noi stessi abbiamo fatto nella partita casalinga vinta con Siena. In emergenza, con soli sette uomini, Sassari e' riuscita a compattarsi e a tirar fuor il meglio da ogni giocatore. Gente come Vannuzzo, Devecchi e Di Liegro ha dato il meglio di sé pur di non far rimpiangere le assenze di Thorthon e Easley. I due Diener poi ci hanno messo del loro. Sono due fenomeni. Qualcuno ha criticato qualche scelta dalla panchina. Con il senno di poi e' facile fare tutto. Credo che le scelte fatte siano state in quel momento giuste, la gara e' stata condotta bene e solo una percentuale al tiro poco felice nei momenti decisivi ne ha compromesso la vittoria. Tutti hanno dato il meglio, abbiamo raggiunto anche il massimo vantaggio con Viggiano in campo, che domenica e' stato utilissimo in difesa e Klaudio Ndoja dopo un secondo quarto eccezionale ha giocato i momenti decisivi rimanendo sul parquet per l'intero quarto finale. In quel momento, quando loro ci hanno messo in difficoltà con la zona, Robinson e Ndoja erano le soluzioni migliori per attaccarli dal perimetro anche con i lunghi. Peccato che non abbiamo avuto molta fortuna, perché come ho detto in precedenza erano tiri aperti che potevano tranquillamente fare la differenza. Prossimo turno vi vedrà impegnati a Pesaro. Cosa teme dei biancorossi di Markowski? Per prima cosa, sono una squadra che ha cambiato molto e vogliono lottare per non retrocedere. Poche settimane fa hanno battuto i campioni d'Italia sul loro campo e non vinci contro Siena per caso. Markowski sta dando le giuste misure per cercare di uscire dalla zona pericolosa e piano piano i suoi ragazzi stanno rispondendo al meglio. Poi hanno cambiato molto, ora hanno un play come Stipcevic che può fare la differenza, oltre a Tarence Kinsey che reputo un ottimo elemento e Torey Thomas. Sarà una gara molto dura. Tutti parlavano del ciclo terribile nelle prime giornate di ritorno e invece vi aspettano quattro turno difficilissimi che saranno fondamentali. Io penso che chi crede che sia lo stesso campionato dell'andata si sbaglia di grosso. Tranne Varese e Sassari, tutte le squadre hanno cambiato molto, chi ha cambiato l'allenatore, chi ha stravolto il roster, chi ha fatto entrambe le cose. È vero che nella prima parte della stagione abbiamo raccolto punti importanti che ci hanno permesso di vivere ora con più tranquillità. Ma è altrettanto vero che nelle prossime gare non è detto che ripeteremo le stesse vittorie con le stesse squadre del girone d'andata. Vincere in casa con Pesaro non significa affatto avere un compito facile nel prossimo turno. Lo stesso dicasi per Biella e Bologna ad esempio. Abbiamo vinto lì, adesso da quelle parti è tutta un altra storia. Fare questi calcoli trae quasi sempre in inganno. Ora tutti lotteranno fino all'ultimo minuto per prendere i due punti, ci saranno delle motivazioni più forti. Aggiungerei anche un altra cosa, non meno importante. Non siamo più una sorpresa e le squadre che abbiamo affrontato hanno imparato a conoscerci e per certi versi ci temono. Non sarà affatto semplice. La nostra stagione ha preso una piega positiva grazie alle vittorie che abbiamo fatto su qualche campo difficile, la qualificazione alla coppa Italia l'abbiam trovata per strada. Ma il nostro obiettivo rimane quello della salvezza e ad oggi siamo in avanti rispetto alla tabella di marcia fatta ad inizio stagione. Piedi per terra e nessun volo pindarico.

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