Lettere Maiuscole: la posta di Franco Montorro

«Caro Franco, vista e rivista un’infinità di volte l’ultima azione di Sassari-Varese è viziata non da una ma da tre irregolarità sanzionate da una terna che come unico provvedimento stava invece per fischiare in modo preventivo un fallo a Green a caccia della palla. So che mi dirai che sono cose che succedono e che mi inviterai a non credere alla malafede degli arbitri, e posso essere d’accordo con te, ma perché certe cose accadono ancora nel 2013 e nessuno pensa seriamente alla soluzione continuata dell’instant replay? Sabato scorso al Sei Nazioni di rugby all’Italia è stata attribuita una giusta meta grazie all’ausilio della televisione e dell’addetto apposito, in collegamento audio con l’arbitro che non poteva aver visto quella realizzazione in mischia».

Antonio - Gallarate (VA)

Gli arbitri sbagliano anche in maniera esagerata, come è successo a Sassari, e anche se sono “big” come Lamonica, per la semplice ragione che sono esseri umani. Le innovazioni, la tecnologia possono aiutare ma non possono sostituirsi “in toto”  ai fischietti sul campo, altrimenti ogni partita diventerebbe un insopportabile spezzatino. In più, al Sei nazioni come nella Final Eight di Coppa Italia o nei playoff, la tecnologia può dare una mano ma perché si tratta di eventi eccezionali; voglio dire che il basket italiano non può permettersi, per questioni economiche, di avere garantita una sufficiente qualità delle riprese in tutte le gare ma appunto solo in alcune. Resta la topica triplicata, al termine di una partita intensa (delle tre infrazioni, quella perdonata a Diener mi sembra la più clamorosa) e la vecchia frase - poco consolatoria ma certamente condivisa da Frank Vitucci - di Aza Nikolic quando consigliava ai suoi giocatori di non doversi mai ridurre a lamentarsi per una decisione sbagliata degli arbitri. 


«Caro Franco, ti ho seguito in TV nel tuo intervento a Reggio Emilia e ti chiedo di motivarmi la tua previsione sulla finale fra Varese e Sassari».

Daniele - Reggio Emilia

Più che previsione è stato un auspicio, meglio: un riconoscimento preventivo alla qualità della stagione delle squadre di Vitucci e Sacchetti, che sarebbe storica appunto in caso di finale. Ho anche fatto i nomi di Siena e Milano al contrario, per dirla così, cioè non auspicando un appuntamento conclusivo fra loro due perché “scontato” secondo i pronostici della vigilia e ancora, in corso d’opera. Diciamo, apertamente, che sono loro quattro le semifinaliste che pronostico. Con Roma di rincorsa.


«Caro Direttore, come era facile immaginare c’è un po’ di mare agitato fra Bologna e Roma per via della sede della futura Lega che guiderà i campionati Gold e Silver. Tu come prevedi che andrà a finire?».

Luciano - Forlì

All’italiana, ma per una volta non è detto che sia una soluzione sbagliata: quindi con una sede in Emilia ed un’altra nella Capitale. Come un’ambasciata e un consolato, per una realtà che mi sembra ancora straniera, nella terra dei canestri.


«Caro Franco, l’ennesimo rovescio interno di Milano mi lascia senza parole».

Francesco - Paderno Dugnano (MI)

Dillo a me che continuo a indicarla come la più forte in assoluto. Poi è vero che anche i ricchi piangono, ma pensavo fosse solo il titolo di una telenovela non quello di tante puntate della vicenda Olimpia di questa stagione. Poi magari, può essere che il lieto fine, per i tifosi EA7, sia dietro l’angolo ma i primi ad essere diventati scettici mi sa che sono loro.


«Caro Franco, hai dichiarato di non ricordare che pochi playmaker di piccola taglia davvero decisivi, citando solo Caglieris e Larry Wright, ma dimenticando il più grande di tutti: il Poz».

Stefano - Cavriago (RE)

Diciamo che ho sbagliato, ma citando Wright, perché il discorso fatto a Basketime, la ben confezionata e meglio seguita trasmissione Teletricolore, riguardava i registi alti meno di 1.80, come Caglieris, appunto, non come il Poz e nemmeno Wright (ma andavo a memoria).


Franco Montorro

Direttore BasketNet

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