Avellino: Lakovic da ultimo minuto


Dal “Never give up” di coach Pancotto al “The show must go on” degli appassionati il passo è breve. Se l’allenatore ha detto alla squadra di non arrendersi mai, i tifosi di Avellino hanno ribadito che il momento magico deve continuare. E così la Scandone – che in un mese ha rivoltato la sua stagione come un calzino – arriva a Brindisi col vento in poppa e reduce da quattro vittorie di fila. Sulla sponda Enel, invece, le acque sono agitate, a causa di quattro sconfitte consecutive. «Ed è proprio per questo – ammonisce Pancotto – che la concentrazione e la rabbia dovranno essere al massimo livello possibile. Ci stanno aspettando, un po’ come a Biella, e noi siamo pronti alla battaglia. Loro sono una buonissima squadra, piena zeppa di fisicità e talento». Guai a stilare tabelle di marcia però, perché il condottiero marchigiano alza il tono della voce: «Il nostro obiettivo primario resta la salvezza, per raggiungerla  dovremo conquistare altri punti e quelli messi in palio al Palapentassuglia sono pesantissimi. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, affrontiamo una gara alla volta e poi di vedrà. Non riesco a guardare oltre la partita di domani – credetemi – e sarà assai complicata». 
Ma la Sidigas ha quadrato il cerchio perché comincia – finalmente – ad avere alle spalle un vissuto importante: «Ho parlato prima al cuore e poi alla testa dei miei giocatori, che adesso si sentono coinvolti appieno e protagonisti di un progetto serio e lungimirante. Grazie al lavoro settimanale ed alla solidità del gruppo, riusciamo a sopperire pure ad assenze importanti». Il discorso – manco a dirlo – scivola su Lakovic e l’allenatore di Porto San Giorgio non scioglie ancora la riserva: «Stavolta verrà con noi e su questo non ci piove, ma decideremo se impiegarlo o meno solo dopo il parere dello staff medico e comunque nell’immediata vigilia del match. Più di ogni altra cosa, però, conteranno le sue sensazioni. Jaka ha esperienza e sagacia, saprà cosa fare». 
E sul lato tattico: «Loro amano correre, alzando il numero dei possessi e delle conclusioni. In casa poi sono oltremodo pericolosi, soprattutto se si gasano in campo aperto e prendono fiducia. Noi dovremo essere bravi a togliergli il ritmo, a farli pensare. Ma saranno determinanti la lotta a rimbalzo, le percentuali al tiro e il saldo palle perse/recuperate». Un’altra sfida da vincere innanzitutto in difesa, laddove la Scandone ha dato un forte e tangibile giro di vite. E la cosa si nota ad occhio nudo. Un’ultima parola per i tifosi: «Saranno in pochi e non per colpa loro, ma si faranno sentire eccome. Tutti gli altri ci sosterranno a distanza, dal PalaDelmauro o da casa. Speriamo di dedicare un altro successo alla gente di Avellino ed alla società: hanno sempre creduto in noi, anche nei momenti più difficili e ci sono stati. Grazie!».

Lakovic dunque partirà con la squadra e siederà in panchina, ma il suo impiego rimane incerto. L’ecografia di controllo è andata bene ma quando forza il “computer” sloveno avverte ancora fastidio.

I modi e i tempi di utilizzo saranno valutati nell’immediata vigilia e durante la gara. Appare evidente che la sola presenza del regista sloveno farebbe aumentare e non di poco le chance di successo della Scandone la quale – per vincere a Brindisi – ha bisogno di una prestazione superiore a quella offerta a Biella. La sfida è molto sentita: dopo il concitato finale della gara di andata ma ancor più alla luce delle recenti polemiche sulla inadeguatezza dell’impianto pugliese e la capienza pressoché nulla del settore ospiti. In termini di classifica la compagine azzurra (attualmente nona, appaiata a Caserta e a due punti da Venezia) si gioca una importante carta per restare incollata al treno playoff.

Marco Califano

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