Piero Bucchi presenta la sfida contro Reggio Emilia

Rabbia, aggressività, voglia di riscatto. Questo è quello che coach Piero Bucchi ha chiesto, preteso, dai suoi giocatori dopo le cinque sconfitte consecutive che ha provocato la scollatura tra tifosi e squadra domenica scorsa dopo l’ennesima caduta inaspettata contro Avellino che ha perfino portato la Curva a fischiare il team.

Così, sul carattere e sulla rabbia, ha impostato gli allenamenti il tecnico biancazzurro in vista della gara di domani sera contro Reggio Emilia.
“Abbiamo fatto allenamenti a un'intensità elevatissima soprattutto negli ultimi due giorni” ha detto Bucchi paragonando, come ha già detto in un’altra occasione, l’enorme sforzo della squadra nel periodo fino alla vittoria con Cantù a quello di un universitario alle prese con l’esame più duro che dopo vive un momento di rilassamento. E ha spiegato, evidentemente potendo sul lungo periodo mettere a fuoco tre fasi, che ora, dopo quella “del rilassamento e della paura” è arrivato il momento di essere arrabbiati. La fase definita "della paura" era già stata chiamata in causa prima di ieri per spiegare quel quel 3/24 al tiro da tre di domenica proprio in occasione della gara contro Avellino.
“Ci possono anche essere degli errori, ma bisogna essere arrabbiati. Niente facce impaurite ne tanto meno tristi, perché non c’è niente da essere tristi”.
E se di tristezza si parla va spazzata via. Bisogna giocare e la promessa del capitano Klaudio Ndoja è quella di far di tutto, tutto il meglio che si può fare.
E lo stato d’animo lo conferma proprio lui:
“Siamo arrabbiati in primis con noi stessi perché quello che si è visto non è rappresentativo di questa squadra. I buoni propositi li trasformeremo sabato in campo. I fischi di domenica sono giustificati non dalle cinque sconfitte ma quello che è l’atteggiamento, il linguaggio del corpo, il rilassamento. Io non ho mai avuto un punto di arrivo ma in questo forse è successo. Quello che ho promesso ai tifosi non sono risultati perché posso parlare solo per quello che sono certo di poter dare, ma di sicuro posso dire che se qualcuno qua ha voglia di mollare o di rilassarsi di sicuro non farà più parte della squadra e resterà fuori come è accaduto a Montegranaro”.
Insomma, la salvezza così presto è stata controproducente a detta sia del tecnico che del capitano che ha il polso della situazione dallo spogliatoio.

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