Scariolo, ma perché...??

Il tecnico milanese e ormai malvisto da molti tifosi dell'Olimpia Milano che chiedono la sua testa. La società nonostante la carenza di risultati pare voglia confermargli nuovamente la fiducia.

Le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare.
Per fare un tavolo ci vuole il legno per fare il legno ci vuole l'albero per fare l'albero ci vuole il seme per fare il seme ci vuole il frutto…tutto questo ce lo cantava Sergio Endrigo nel lontano 1974. Oggi a distanza di quasi quarant’anni c’è un altro Sergio che di cognome non fa Endrigo ma Scariolo che probabilmente in più di una occasione si sarà domandato cosa ci vuole per fare vincere la sua Olimpia Milano. Sono stati spesi soldi, cambiati giocatori, è stato cacciato un a vice allenatore ma la musica non è cambiata molto. Il pubblico milanese non ne può più ed ha chiesto a gran voce le dimissioni del tecnico bresciano. Sicuramente Scariolo non è l’unico colpevole di questa annata che avrebbe dovuto vedere Milano in posizioni ben più alte di classifica, già dalla regular season, ma diverse cose nel rapporto Olimpia-Scariolo non trovano una quadratura. Diciamo pure le cose come stanno senza raccontarci barzellette, un altro allenatore al posto di “Don Sergio”, con un curriculum diverso dal suo sarebbe stato già messo alla porta da tempo in tempi in cui gli allenatori vengono esonerati anche per un colpo di tosse. Scariolo invece è rimasto in sella dopo l’eliminazione al primo turno di Eurolega, è rimasto in sella dopo la delusione da una Final Eight di Coppa Italia a cui Milano si è qualificata in extremis (da squadra ospitante) venendone poi estromessa immediatamente dalla Cimberio Varese. Ecco allora che alcune domande sorgono spontanea. Perché aspettare tutto questo tempo, mentre la squadra continua a non ottenere risultati? Perché coach Scariolo non presenta lui stesso le sue dimissioni alla società? Il campo difficilmente mente e crediamo rispecchi un ambiente sfilacciato, impaurito, ma soprattutto sfiduciato. Senza fiducia gli uni negli altri non si va da nessuna parte. Non si possono cambiare i giocatori in massa, ed allora sarebbe un bellissimo e nobile gesto da parte del coach andare dal presidente e rassegnare le proprie dimissioni, dare la possibilità altri di raddrizzare la rotta. Tutto questo senza atti di sfida, con la consapevolezza e l’umiltà di aver profuso il massimo impegno per la causa. I trofei vinti rimangono nelle bacheche , i palmares rimangono negli almanacchi, la stima di appassionati e tifosi invece si può perdere facilmente e va riguadagnata con intelligenza e sudore della fronte. Qualcuno potrebbe obiettare che è troppo facile lasciare la nave mentre affonda. Non è cosi perché questa nave moralmente è già affondata, lo dimostrano le tante sconfitte da cui la EA7 sarebbe dovuta ripartire è che invece l’hanno messa al palo (non ultime le due consecutive in casa contro Cremona e Montegranaro) La sfida di Sassari incombe e le voci danno Scariolo in bilico…forse vincerà, forse perderà, forse resterà forse verrà cacciato. Magari chi verrà farà peggio di lui, ma non è questo il punto….Scariolo vuole rimanere? È un suo suo diritto, se la società che lo paga è la prima a confermargli la fiducia, ma sa bene che solo uno scudetto potrebbe cancellare tutto questo. Qualsiasi altro risultato riporterebbe alla mente i tanti dispiaceri vissuti al Forum e lontano dal Forum dove più che le mitiche Scarpette Rosse sembra di incontrare una Cappuccetto Rosso pronti ad essere beffati dal lupo di turno. E come ripensando alle parole di Endrigo le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare ci permettiamo di aggiungere altri due verbi… vedere e valutare….

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