Avellino, Brown deve lasciare


La seconda e breve avventura di Brown ad Avellino si chiuderà in anticipo. Il ragazzo di Houma – già amatissimo 7 anni fa – ha una mascella fratturata e (con ogni probabilità) si opererà immediatamente. Già lunedì sera difatti il “lupo” Brandon ha giocato a suo rischio e pericolo. Difficile che la cosa possa essere rimandata. Un peccato, perché il lungo americano aveva dato alla Scandone una dimensione interna e una solidità difensiva invidiabili. Un giocatore di equilibri, insomma, che mancherà molto alla Scandone ed ai suoi tifosi. Al suo posto – però – rientrerà il recuperato Johnson, chiamato a smentire i suoi critici. Le qualità non si discutono ma al di là delle attenuanti del caso e del mega-contratto quest’anno il “president”’ non è mai stato determinante anzi, la Sidigas ha quadrato il cerchio proprio con l’arrivo del suo sostituto. Con Lakovic – comunque – si suona tutta un’altra cosa e il metronomo sloveno saprà come esaltare la verticalità del buon Linton dirottato, nelle gestioni precedenti, sul perimetro. Errore grave, dato che parliamo del miglior rimbalzista dello scorso campionato. Al centro di Chicago dunque il compito (delicato) di non far rimpiangere il suo alter ego. Già domenica – peraltro – il neo-sposo sarà atteso dal duello ad alta quota col capitolino Lawal, atleta elettrizzante e intimidatore dell’area colorata. La Sidigas ha archiviato con soddisfazione la pratica Siena ed è già tornata al lavoro per preparare al meglio la difficile trasferta di domenica nella Capitale: terza in classifica e reduce – però - dalla scoppola di Varese. All’andata la formazione biancoverde rimediò una sonora sconfitta (79 – 94), ma i tempi per fortuna sono decisamente cambiati e nell’ambiente si respira aria di colpaccio. La compagine irpina, virtualmente salva, affronta l’ultima vetta prima di scollinare verso un calendario oggettivamente in discesa. Utopistico, però con Venezia a più 6 (a 5 giornate dal termine della regular season) parlare di una clamorosa qualificazione ai playoff. In quest’ottica – dunque – il big match del Palatiziano appare una sorta di prova del nove.

Marco Califano

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