Il pagellone di Oscar Eleni

Oscar Eleni

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Ecco il pagellone di Oscar Eleni

10 A Sergio SCARIOLO perché il modo in cui ha fatto passare da avvoltoi i suoi denigratori, la maniera in cui ha spiegato dove si nasconde l’incompetenza degli impazienti, deve servire da monito ai frettolosi senza portafoglio. Lui è il grande Temporeggiatore dell’anno 2013. Avrà il suo trionfo, almeno questo dicono i corvi visti persino dalla postazione defilata del grande Fuochi in quel di Bologna dove pure a Scariolo non resero la vita facile quando Seragnoli voleva la sua testa.


9 Al Pino SACRIPANTI che non aspetta navi da Malta, non s’illude di vedere la banca aprire le porte per la goia del suo manipolo di prodi che hanno sbancato persino la casa dove è nato, quel Pianella dove, si dice, lo rivorrebbero in tanti. Il ragazzo Marzaioli che chiude la partita contro Cantù è un flash che dovrebbe almeno portare sole al Circeo dove Petrucci sta già dicendo che forse ha sbagliato a tornare nel mondo ics dove Meneghin faceva fatica a farsi ascoltare dai capimanipolo delle bande per avere più pennini e gomme e meno canestri.

8 Al Cesare PANCOTTO che non prenderà Venezia per la coda e non avrà i play off, ma almeno potrà chiudere la stagione convinto che se fosse arrivato prima, con Lakovic, si capisce, avrebbe magari regalato qualcosa di speciale anche ad Azzurra se questo Biligha nato a Pistoia fosse preso in considerazione.

7 Al Carlo RECALCATI che ha trovato un filo rosso per accendere la dinamo di casa Sutor, ora che non sa nemmeno dove sta questa casa se ad Ancona chiuderanno le porte del palazzo per la notte televisiva contro Varese di domenica prossima. Lavorare in questo modo sarà anche stimolante per un classe 1945, ma certo è davvero ingiusto che si debba vivere sul filo del rasoio anche quando dovresti raccogliere soltanto fiori e premi.

6 Al GRESTA che guida Cremona, un’altra delle squadre in crisi economica che sono arrivate felicemente in porto. Ha fatto davvero bene e forse ha ragione lui quando ci dice che in palestra si può anche andare per divertirsi. Caja la pensava in maniera diversa. Forse anche lui avrebbe trovato la salvezza, lui che insieme a Peterson, Gamba, Casalini, Pozzecco che a Capo d’Orlando è arrivato schivando gli avvoltoi che beccavano il suo predecessore , insomma il mondo intero, ha capito che lo scudetto, finalmente, come dice con ironia Tanjevic conoscendo i suoi polli trapiantati a Milano, sarà dell’Emporio perché basta davvero poco per scoprire che gli altri hanno in mano soltanto coppie vestite, o almeno così sembra ai primi giorni d’aprile, soprattutto il primo di aprile.

5 Al giovane MARTOLINI arrivato in alti fra gli arbitri nel nome del padre perché pensavamo che la nuova generazione fosse più rock e meno bigotta. Una schiacciata con sospensione ai ferri merita l’ammonizione verbale prima del fallo tecnico, essere più realisti del facchinismo in terra dove si salta davvero poco, chiedete a Siena che perde tutte le battaglie a rimbalzo, non ha senso. Godetevela con stile, non con sicumera.

4 Al PETRUCCI silente mentre la base manda messaggi da paura. La serie A, pseudo professionistica, boccheggia. Le serie minori, che si affidano alla fede più che alla conoscenza, hanno già annunciato che se le tasse non diminuiranno, se le multe non saranno proporzionali ai campionati dove incassi due lire, allora altre società gloriose chiuderanno come già a accaduto a Como, Sesto, Rho, tanto per citare lo schianto nella Lombardia infelix dove Milano si domanda perché il presidente del comitato va sempre a vedere Cantù e quasi mai l’Armani, sapendo che la calunnia, come succede con don Sergio, non regge.

3 Ai NUOVI GIOCATORI DI SIENA che hanno quasi tutti mancato il salto nella vera qualità. Colpa loro e di chi li ha scelti, colpa della congiuntura in una banca che non è più né mucca né mucchina, ma bisogna anche dire che non aver compreso lo stile e il modo di vivere mensanino fa parte del nuovo basket che abbiamo creato. Devono pentirsi tutti, anche se il passato è storia e quella resterà pur dovendo difendere i titoli da chi non ha mai creduto che fosse tutta opera della mano dell’uomo e che certe vittorie nascevano dallo spirto santo che fischia o che sbaglia squadra. La coppa Italia come prova che lo sforzo per resistere c’era, ma poi infortuni, balli europei e perdita del buon senso pensando alle notti fiorentine hanno fatto naufragare la barca.

2 A Piero BUCCHI che si trova lontano dai play off che pure aveva sfiorato, in piena crisi, come se la squadra fiorita dopo il diffcile avvio da neo promossa si fosse venduta l’anima alla prima sirena.

1 Al SABATINI che non può dire, neppure per scherzo, che la sua Virtus si divertirà nelle ultime giornate di campionato pensando al piacere enogastronomico del viaggio e dello stare insieme. Rischioso, ingiusto.

0 Agli STRANIERI col mal di pancia, tipo calcio, che vanno via senza nulla osta, che restano ma non giocano, insomma una dittatura infame che dovrebbe convincere la federazione alla faccia della Lega silente, di tutte le coppe mai frequentate, che è venuto il momento per ridurre la legione straniera ai minimi termini. Godiamoci i nostri, anche quelli che dovranno diventare da esosi e buoni figli della parrocchia a spicchi, mandiamoli in trincea, siamo sicuri che molti daranno più di certi pseudo fenomeni venduti all’asta dai Mabuse del circo.

Oscar Eleni

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