Virtus Bologna, “elogio” dell’irregolarità

La vicenda è nota, la peggiore Virtus Bologna degli ultimi 40 anni, partita proponendo sogni e andando avanti provocando incubi, fuori da qualsiasi gioco in prospettiva e non toccata dal rischio retrocessione sin indebolisce progressivamente e in maniera volontaria. Lascia andare via facendo anche finta di arrabbiarsi- in realtà inimicandosi l’ennesimo agente - uno statunitense e si prepara a lasciar andare gli altri o a tenerli in tribuna dichiarando pubblicamente, per bocca del suo AD, che nei prossimi tre turni la squadra schiererà per quanto più a lungo possibile solo giocatori italiani e questo per vincere il premio Fip sul minutaggio indigeni: 210.000 euro.

Qualche considerazione è lecita e doverosa:

  1. Ne va della regolarità del campionato, perché la Virtus affronta comunque formazioni ancora impegnate per un traguardo;
  2. Nel basket non vale la regola del calcio, l’obbligo di schierare sempre la migliore formazione possibile?
  3. Che Fondazione è quella in cui i soci non “appulcrano verbo” su un operato che alla maggioranza appare ormai negativo, tanto per non sprecare parole?
  4. Come vive umanamente la situazione un professionista come Luca Bechi, condizionato nel suo lavoro di allenatore dalle imposizioni dall’alto per far giocare Tizio aziché Caius, Mevio invece di Sempronius?
  5. 210.000 euro corrispondono a 525 abbonamenti da 400 euro, cioè uno spicchio nemmeno troppo vicino al campo all’Unipol Arena. O a 3000 spese da 70 euro in un ipermercato che davano diritto ad un biglietto per le partite della Virtus;
  6. Vero che anche Caserta ha aumentato il minutaggio dei suoi italiani, magari non l’ha fatto solo per il premio Fip ma anche per necessità e comunque la Juve ha quattro punti più della Virtus e nell’ultimo turno è andata a vincere a Cantù;
  7. Sabatini dice che alla Virtus intesa come club nessuno è fesso e può aver ragione, ma cercare di far fessi gli altri oltre che essere un torto è un giochino di breve durata. Poi è vero quel che diceva Prezzolini: «I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini».

Franco Montorro

Direttore BasketNet

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