Dramma a Denver: Danilo Gallinari fermo per 6 mesi

Rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro. L'esito degli esami clinici è stato impietoso, Danilo Gallinari dovrà rimanere a riposo almeno per sei mesi: salterà i play off della Nba, ovviamente, ma anche e purtroppo (per noi) l'Eurobasket del prossimo settembre in Slovenia.

L'azzurro si era infortunato per evitare la difesa di Dirk Nowitzki nel confronto vinto da Denver su Dallas... per 95-94. Aveva segnato, fino al momento dell'incidente, al 7'33" del secondo quarto, nove punti con 3/4 da due, 0/3 da tre e 3/6 dalla lunetta, dando comunque un concreto contributo alla diciannovesima vittoria interna consecutiva di Denver che ha fermo da tempo anche il play Ty Lawson ed ora perde anche Danilo, secondo miglior marcatore dei Nuggets con 16.7 di media, alla sua migliore stagione nella Nba.


Un infortunio gravissimo, il ginocchio che si torce innaturalmente, un grido di dolore e Gallinari che esce dal campo sorretto da due compagni, Miller e Mozgov, con il coach George Karl che si mette le mani tra i capelli intuendo subito la gravità dell'incidente. E la notizia rimbalza in Italia, dove Pianigiani sta raggiungendo Roma.

Una notizia decisamente brutta se non addirittura sconvolgente. Con Bargnani fermo per i guai al gomito, Belinelli ai box per uno stiramento agli addominali, si fa male anche Gallinari, sicuramente - e senza togliere nulla ai compagni - il giocatore più importante se non insostituibile per la Nazionale, il suo autentico leader come si era visto la scorsa estate durante le qualificazioni europee conquistate in otto gare senza sconfitte.

Decisamente una maledizione, soprattutto una mazzata che non ci voleva e che attenua di colpo, per non dire che spegne del tutto, le speranze italiane di risalire dal baratro nel quale il nostro basket era progressivamente precipitato negli ultimi nove anni, dopo l'argento di Atene, ultimo colpo d'ala della pallacanestro azzurra.

L'infortunio di Gallinari toglie alla squadra di Pianigiani il suo principale punto di riferimento, ma anche l'uomo capace di catalizzare l'attenzione e la fiducia dei compagni, dei tecnici, degli appassionati. E così calano di colpo le speranze di poter disputare un Europeo ad alto livello in attesa di conoscere notizie più sicure sui tempi di recupero di Danilo (dai primi riscontri medici la prognosi di sei mesi viene considerata la più ottimistica), ma anche di capire la vera portata dei problemi fisici sia di Bargnani, alla sua peggiore stagione nella Nba, tormentata da infortuni e dalla contestazione dei tifosi di Toronto, sia di Belinelli che invece stava disputando la sua stagione migliore e che da qualche giornata è fermo.

Anche senza di lui, comunque, Chicago brilla superando i Brooklyn Nets a New York per 92-90 recuperando uno svantaggio di 16 punti con l'ottima prova di Carlos Boozer (29 punti e 18 rimbalzi). Nell'altra partita in programma Oklahoma, con 25 punti di Durant, ha superato per 100-88 e praticamente raggiunto al primo posto di Conference i San Antonio Spurs chiaramente in debito di ossigeno.

Marco Belinelli è stato il primo ad inviare un messaggio a Danilo: "Spero non sia così grave. Dai Gallinari!", seguito da Gigi Datome: "Prego per te. Mi ha fatto male dentro vederti soffrire. Spero sia la cosa meno grave al mondo". Ed invece, purtroppo, non è così. Danilo passerà queste prime settimane potenziando l'arto per poter sopportare l'intervento chirurgico. Poi comincerà il lento lavoro di recupero.

Lo rivedremo in campo per l'inizio della prossima stagione della Nba: ci lascia nel dolore per il suo infortunio, nel tifo affettuoso che l'intero basket italiano fa per una sua rapida e completa guarigione, nell'amarezza di una Nazionale che si vedrà probabilmente costretta a rinviare il sogno di un recupero di credibilità che, dopo le prestazioni della stagione passata, si stava concretizzando. Ora Pianigiani dovrà ricominciare tutto da capo, in particolare sotto il profilo psicologico ricostruendo il morale di una squadra che ha perso il suo giovanissimo e indiscusso nuovo leader.

Non sarà facile, ed emergono una volta di più tutti i limiti di una pallacanestro che sa esprimere campioni di livello assoluto, ma così fragile tecnicamente da non poter trovare valide e adeguate soluzioni alternative all'assenza di uno di essi. Una tegola che cade sul suo capo in coincidenza con le tragicomiche vicende di Caserta e Bologna (l'azionista fantasma e il presidente che manda la squadra in trasferte enogastronomiche che frutteranno tuttavia il lauto - ed assurdo - maxiassegno per l'impiego degli italiani, mai così strumentale e dunque inutile), al crollo verticale della Montepaschi che tutta assieme ha esaurito la spinta propulsiva dell'orgoglio che le veniva dalla recente tradizione, accusando in più il clima pesante che si respira in queste settimane a Siena. E poi le notizie destabilizzanti che vengono da Biella e Cremona lasciando interdetti i tifosi ma anche l'intero mondo del basket mentre la Federazione sta cercando faticosamente di costruire un argine allo smottamento di un movimento che, del resto, riflette le difficoltà crescenti dell'intero sistema-Paese.

Ma questo è il momento, soprattutto, di stringersi attorno a Gallinari e di mostrare sensibilmente la solidarietà ad un ragazzo che sta vivendo il peggiore momento della sua giovane e già straordinaria carriera.

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