Sacripanti: "Gli ostacoli diventano per noi energia positiva"

Stefano Sacripanti

Stefano Sacripanti

«II nostro periodo peggiore di quello di Brindisi».

L'allenatore della Juve Caserta, Stefano Sacripanti parla della stagione vissuta pericolosamente alla guida della sua squadra, dei meriti del suo gruppo straordinario e di come spesso, la ricetta per tutti i mali è semplicemente una: andare avanti con il sorriso sulle labbra. Inoltre, Sacripanti, loda il lavoro che Piero Bucchi sta facendo sulla panchina della New Basket Brindisi. I due saranno avversari nella prossima giornata di campionato per un match che vede di fronte due squadre in difficoltà, Brindisi e Caserta, se pur per motivi differenti. Che strane storie, quelle che in un certo senso hanno legato le due società in questa settimana. Vicende molto diverse ma che forse hanno come protagonista un solo attore: i soldi. Da un lato Brindisi, che ha punito i propri atleti per il pessimo filotto di sconfitte con il congelamento della metà degli stipendi. Dall'altro lato Caserta: il mancato versamento di denaro, da parte del nuovo fantomatico proprietario per l'acquisizione definitiva, ha gettato nuovamente nello sconforto i tifosi, addensando di nubi oscure il futuro di una piazza storica come quella bianconera. Aveva ragione il mai dimenticato protagonista del film «Wall Street» Gordon Gekko: il denaro non dorme mai. Per fortuna neanche il basket, visto che la macchina che fa andare avanti la «baracca», è sempre alimentata da chi scende in campo. E da un pallone che comunque continuerà' a rotolare su di un parquet lasciando fuori dal rettangolo qualsiasi problema. E magari regala anche situazioni come quella in cui Stefano Sacripanti, conosciuto meglio come «Pino», ha dipinto il capolavoro. Caserta è quasi a ridosso dei playoff e ha dovuto fare di necessità virtù, trasformando in oro tutto ciò che gli è passato tra le mani. Dai giovani come Gentile, Marzaioli e Sergio. A stranieri semisconosciuti come Jelovac e Jonusas e più conosciuti come Akindele e Mavraides. A grandi vecchi (si fa per dire) come Mordente, Michelori e Maresca. Domenica la New Basket farà visita al PalaMaggiò di Caserta. Una gara strana, alla fine di una settimana strana per tutte e due le squadre. Chissà se alla palla a due, anche qualche pensiero strano attraverserà la mente dei protagonisti in campo. Magari Brindisi non vorrebbe essere nei panni di Caserta. E viceversa. Ci sta che Gibson non vorrebbe essere nei panni di Mordente o Michelori non vorrebbe trovarsi nella situazione di Robinson. Niente. Non avverrà niente di tutto questo. Perchè dopo la palla a due, sarà sempre e solo il gioco l'unico protagonista, che continuerà a regalare gioie e dispiaceri puramente legati ad un tiro che gira sul cerchio, un passaggio sbagliato, un rimbalzo preso. Per fortuna la pallacanestro giocata, cosi come i soldi, non dorme mai. Coach Sacripanti, in molti sostengono che la vera rivelazione del campionato sia la sua Caserta. Cosa ne pensa? Credo che sia un giudizio che fa molto piacere. Non è stata un annata facile e continua a non esserlo. C'è molto di vero in que- sta opinione, credo stiamo facendo delle cose fantastiche. Abbiamo costruito un gruppo meraviglioso, che è riuscito ad imporsi e a venire fuori da situazioni critiche, con l'aiuto di tutti. Ma davvero di ogni singolo atleta. L'emblema di questa stagione possono essere tranquillamente i due tiri liberi decisivi messi a segno da Marzaioli, nella partita vinta con Cantù. Lì c'è tutto il nostro spirito. Il segreto è stato quello di trasformare gli ostacoli in energia positiva. C'è stato un momento, un episodio, dove si è reso conto che è cambiata la stagione della JuveCaserta? Un episodio sicuramente: quando abbiamo deciso di fare a meno dei due nostri americani. Lì ho detto ai ragazzi: Vi lamentate sempre che non avete spazio? Prego, accomodatevi! Ma sapevo già la risposta di tutto questo, perché alleno dei ragazzi straordinari. I ragazzini si sono responsabilizzati, Gentile ha confermato quello che ho sempre pensato e cioè che poteva tranquillamente far parte di un quintetto in serie A. Maresca, sapevo perfettamente che era in grado di giocare da protagonista in serie A. Su Mordente e Michelori, poi, non ci sono più aggettivi. Due giocatori cosi li porterei con me ovunque. Anche se andassi ad allenare all'inferno. E Mavraides? Il rapporto tra quanto è costato e quanto sta rendendo? Incredibile. Coach mi scusi, ma anche lei ha i suoi meriti non crede? Non penso di aver fatto chissà cosa. Anzi, un merito l'ho avuto. Quello di far capire ai ragazzi che sorridendo, si affronta qualsiasi cosa. Anche in queste settimane movimentate, ho chiesto ai miei di non pensare a quello che sta accadendo fuori dal campo e di continuare ad avere il sorriso sulle labbra. Abbiamo trovato forti motivazioni quando abbiamo deciso di lasciare andar via gli americani. Meglio avere gente disposta a sacrificarsi che tenere qualcuno contro voglia. I ragazzi hanno capito questo ed è stato tutto più semplice. Domenica affrontate una squadra che forse ha perso sopratutto il sorriso, nelle ultime sei partite e non attraversa un bel momento. Come vede la sfida con Brindisi? Ad essere sincero, penso che noi siamo in un momento peggiore di quello di Brindisi. Ciò che è successo in settimana non ci fa stare tranquilli e in più abbiamo sia Akindele che Jonusas non in per- fette condizioni. Brindisi ha un roster eccezionale, ho visto tante partite ed è un squadra con molto talento. Dovremo essere all'altezza di confrontarci con giocatori così forti, mi aspetto una grande gara non solo dai soliti noti, ma anche da Marzaioli e Sergio, che dovranno completare il loro percorso di crescita. Coach a lei è mai capitata una situazione come quella che sta vivendo adesso la New Basket, quando improvvisamente in un campionato c'è' stata una crisi così profonda? Personalmente non mi è mai successo e non conoscendo dall'interno i problemi non posso giudicare. Posso solo dire che reputo Piero Bucchi uno dei migliori allenatori che ci siano in Italia ed è una garanzia sotto questo punto di vista. Sta facendo un grande lavoro, dopo le vittorie dello scorso campionato è riuscito a ripetere una grande stagione, nonostante questo periodo poco felice. Mi è capitato però che durante alcuni periodi dell'anno giri tutto storto e non vada dentro niente. Io credo che ci sia una sorta di legge dello sport, in questo caso è la pallacanestro che dà e poi toglie. Si vivono momenti dove raccogli molto e altri dove non te ne va bene una. Anche questo è il bello del basket.

Stefano Sacripanti

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