Avellino ci crede ancora

«Vinciamole tutte e poi si vedrà». Lo avverte coach Pancotto, lo conferma il regista Lakovic. E se lo dicono loro, i principali artefici della rinascita biancoverde, c’è da credergli. Allenatore e play, dunque. Una falla aperta per tutto il girone di andata e tamponata – alla grande – nel ritorno, con il cammino della Scandone diventato addirittura da scudetto. La beffa con Varese e la sconfitta di Bologna – che ha giocato al completo solo contro Avellino (a proposito di falsare il campionato...) – gridano ancora vendetta, ma la speranza è l’ultima a morire. Il gap da colmare rispetto a Venezia – però - è pesante e il tempo a disposizione pochissimo. Senza il minimo margine di errore, peraltro. Non solo: conteranno tanti fattori, comprese le motivazioni delle avversarie da affrontare. Attenzione – però – perché se l’Umana attende l’abbordabile e rimaneggiata Caserta, la Sidigas affronterà la rivelazione Reggio Emilia: uno dei competitor più ostici e pericolosi del campionato. Poi – nelle ultime tre giornate – il calendario sembrerebbe sorridere ai lupi del basket, sempre che la compagine orogranata ne senta il fiato sul collo e le perda tutte. Staremo a vedere – quindi - anche se (per come era messa la Scandone due mesi fa) l’importante è aver archiviato la pratica salvezza in anticipo. Intanto, il sodalizio irpino ha già avviato la prevendita e – per l’occasione - indetto “la giornata biancoverde”. Fatta eccezione per capitan Spinelli, la squadra sta bene e lavora sodo: col sorriso sulle labbra. Ed anche “il tifoso” Brown – che contro il temuto Brunner si accoppierebbe alla perfezione – pare sulla via del completo e rapido recupero. Ora però bisognerà verificare se (in poche partite) è riuscito a ribaltare le gerarchie con il “presidente” Johnson...

Marco Califano

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