Lettere Maiuscole: la posta di Franco Montorro


«Caro Franco, per una volta non sono d’accordo con quanto hai scritto e mi riferisco ad un tuo commento su Facebook riguardo ai fischi del pubblico virtussino al povero Gherardo Sabatini. Tu dici: fosse stato mio figlio probabilmente oggi non farebbe parte della squadra, ma se la pensi così questa è una bocciatura a prescindere peggiore della contestazione sul campo».

Vittorio - Bologna

Negli “Appunti-spunti” di ieri spero di aver chiarito meglio la mia principale critica, che riguardava l’opportunità di schierare un giocatore sul quale non esprimo nessun giudizio, non avendolo visto giocare che a livello giovanile. Quasi una provocazione, l’hanno intesa molti. In ogni caso, auguro a Gherardo di diventare molto più famoso del padre e immagino che l’idea piaccia a tutti.


«Caro Franco, se poco di 200.000 euro condizionano a tale punto un finale di campionato, meglio che la Fip abolisca quel premio».

Paolo - Ancona

Immagino che Petrucci stia pensando almeno ad una modifica. Aggiungo però che Caserta gli italiani li fa giocare per reale necessità. E la Juve vince molto più della Virtus.


«Direttore, sempre a proposito di Virtus, che male c’è in un campionato senza più ambizioni né pericoli cercare di riportare in cassa qualche soldarello? Siamo tutti bravi con i soldi degli altri, voi giornalisti più di tutti».

Luciano - Bologna

Ci vuole anche talento a perderne, di soldi degli altri: vedi gli incassi per gli abbonamenti. In quanto ai giornalisti, si fa cronaca e si fa critica, l’importante è farlo in maniera corretta.


«Caro Direttore, posso chiederti se hai mai ricevuto una critica che ti ha fatto molto più ridere che arrabbiare?».

Stefano - Vicenza

Premesso che sono molto permaloso, e che quindi ho l’ingastrimento facile (ma sono in  numerosa compagnia, tutta la nostra categoria ne soffre), non ce n’è stata una specifica di critiche, però mi fa ancora molto sorridere quando mi (ci) chiamano “pennivendoli”, perché a rigor di logica dovrebbe voler dire “venditore di penne”, come ben sapeva il mio antico e rimpianto “amicollega” Stefano Germano che era un eccellente giornalista e aveva anche un rinomato negozio-santuario di penne in pieno centro a Bologna. Fra l’altro oggi è il compleanno del figlio Ivo, apprezzato sociologo e buongustaio cestofilo: dunque, come molti, un po’ a dieta di questi tempi.


«Caro Franco, leggo che a Bologna, sulle due sponde, ci sono molte polemiche sul numero degli spettatori o su quelli effettivamente paganti alla Unipo Arena e al PalaDozza.  Eppure dovrebbe essere abbastanza semplice quantificare persone e soldi. O no?».

Michele - Castenaso (BO)

Come nell’editoria si giocano con i diversi numeri delle copie stampate, diffuse e realmente vendute, così nel computo degli spettatori bisogna sempre tener conto dei biglietti omaggio, delle entrate di favore, di quelle degli addetti ai lavori e dei dati ufficiali forniti dalle società, sui quali spesso i colleghi non hanno spesso né il tempo né la voglia di mettersi a questionare. Certo, sono lontani gli anni in cui, ad esempio, ad una finale di Eurolega entrarono, tutti pagando, moltissimi spettatori in più della capienza massima dell’impianto a Casalecchio. Ma ho detto di un evento al top, certo campionati e categorie più mediocri attirano di meno, non bastasse già la crisi economica.


«Franchissimo, i risultati dell’ultimo turno di gara hanno sconvolto molte opinioni consolidate su come andrà a finire questa stagione. Ad esempio, Varese e Sassari, per non dire di Cantù, sembrano aver già finito la benzina. Siena oggi è convinta di poter guadagnare posizioni, però la vedo come quella squadra che sotto di 20 punti a inizio ripresa recupera tutto lo svantaggio, ma sprecando ogni energia. Roma stava forse volando oltre i suoi limiti. Resta Milano, impressionante nelle ultime giornate e forse tornata ad essere favorita d’obbligo, come alla vigilia. Che cosa ne pensi?».

Sergio - Sesto San Giovanni (MI)

Le sconfitte e lo stato di salute delle squadre che hai citato sono molto diversi fra di loro. Fermo restando che Milano in questa fase si sta appunto riappropriando del suo ruolo di squadra da battere, la sconfitta di Varese la vedo più come figlia di un eccesso di sicurezza che di vera e propria stanchezza fisica e mentale, avremo la controprova già dal derby del prossimo turno. E ci sarà anche Sassari-Roma, da seguire con attenzione proprio riguardo alla condizione delle squadre di Sacchetti e Calvani. Occhio a dare Siena per spacciata: non è mai stata la favorita, quest’anno, ha pagato dazio a infortuni e acido lattico da Eurolega, ha sbagliato un paio di inserimenti ma resta - Milano a parte - la squadra che nei playoff nessuno vorrebbe incontrare, se in questa fase riuscirà a ricaricarsi a dovere.


«Caro Direttore, immagino che ci aspetti un’altra estate fatta di rinunce e scomparse, per squadre di qualsiasi livello, ed è un brutto spettacolo al quale non si riesce ovviamente ad abituarsi ma quello che è peggio è che non si riescono a trovare i rimedi. Tu non credi intanto che un salary cap potrebbe servire, giusto per mantenere più bassi i costi?».

Lucia - Venezia

Se ne parla da tanto e naturalmente il calcio (Serie B) è arrivato prima di noi, ma la priorità è forse quella delle risorse, cioè le entrate. Alle uscite ci penseremmo poi. Naturalmente sto procedendo per semplificazioni, ma la realtà è che quasi ovunque il piatto piange.


Franco Montorro

Direttore BasketNet

I più letti