Paterlini: "Vorrei scalare la classifica"

Gioia e orgoglio per una squadra che sta regalando emozioni a non finire ai propri tifosi, facendogli sognare un traguardo - i playoff- che alla vigilia del torneo erano qualcosa di quasi utopico ma che, con il passare del tempo, si sono trasformati in un premio a una stagione eccezionale.

Il presidente Ivan Paterlini è l'emblema di questa felicità, vestendo il ruolo dirigenziale ma essendo anche il primo tifoso e vivendo le gare della Trenkwalder in maniera spontanea e passionale...tanto, forse troppo, visto il richiamo da parte della Legabasket. Presidente, il post impresa contro Sassari non può che essere dolce.... Certamente. Abbiamo disputato una gara ottima, preparata nei minimi dettagli ed eseguita in modo perfetto. Eravamo in giornata di grazia al tiro e questo ci ha aiutato molto. Complimenti ai ragazzi e a Menetti per questo risultato; li vedo concentratissimi e questo mi fa ben sperare per il futuro. Una vittoria che ha fatto molto eco sia a livello locale sia nazionale. Il basket a Reggio sta guadagnando sempre maggior luce... I giornali e le televisioni devono seguire gli sport che muovono il maggior numero di tifosi e ora il basket, a Reggio, sta interessando tantissime persone. E' una legge di mercato: per vendere occorre parlare degli sport che interessano... Ci tolga una curiosità: è stato richiamato dalla Legabasket, vero? Già. Riguardo alle mie dichiarazioni dopo la gara contro Varese, perché come tesserato non posso esprimere opinioni sopra le righe. Questo cosa comporta? Guardate, vige l'obbligo di riservatezza riguardo al procedimento, quindi non voglio andare a complicare ulteriormente le cose. Sono stato convocato dalla Lega perché vogliono chiarimenti su quelle dichiarazioni; devo ancora andare, vedrò cosa mi diranno. Quindi niente più commenti sugli arbitraggi... No, infatti nel dopo gara contro Sassari mi sono astenuto volutamente. Capitolo playoff. Ormai un discorso in cassaforte? Sì, domenica al termine della partita ero convinto che vi fosse la matematica certezza invece non è così. Certo è che ci siamo davvero vicini. Guarda maggiormente a salvaguardare la posizione o un pensierino a riprendere quelle davanti lo ha fatto? Non saprei. Mi viene da dire che l'appetito vien mangiando e, trovandoci a metà classifica, mi piacerebbe provare la scalata; se non altro per garantirci un accoppiamento migliore ai playoff, anche se, vista la classifica, sarebbe una scommessa comunque. In voi dirigenti quanto, questo torneo eccezionale, ha accresciuto la voglia di creare una squadra che possa lottare stabilmente per le posizioni di vertice? Intanto credo che la nostra sia già una squadra di vertice e questo lo dicono i risultati. La nostra passione ed entusiasmo sono sempre altissimi e negli anni futuri cercheremo di confermarci, stando ben attenti a non farci prendere dalla foga di inserire giocatori tanto per aggiungere, perché un'accozzaglia di nomi, spesso e volentieri, non vuol dire aver assemblato una squadra competitiva; anzi, qualcuno ha ottenuto risultati togliendo dei giocatori. Menetti ha avuto il merito di saper a-malgamare giocatori di talento a quelli che qualcuno definisce "gregari" e farli rendere al massimo. La scelta di Bell, comunque, porta a pensare il classico "se fosse arrivato prima dove saremmo"... Lo staff tecnico teneva monitorato Bell da tempo ma era legato a Barcellona. Poi è stato lasciato libero dalla Sigma e siamo riusciti a farlo tornare qui, anche se volevamo prima trovare una sistemazione per James e non lasciarlo a piedi da un giorno all'altro. Eravamo disposti anche a ingaggiare Bell e tenerlo "in caldo" per il prossimo anno.

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