Veroli, Marcelletti salva solo i primi 5' della partita di Bologna

Anche a Bologna la squadra di Marcelletti ha rimediato una magra figura al cospetto di un avversario non nel suo stato di forma migliore ma che proprio contro i giallorossi ha ritrovato l'apporto fondamentale di giocatori come Vitali e Pecile che, da soli, sarebbero bastati per mettere a tacere l'intera truppa di Marcelletti vista la pochezza espressa in campo.

Al PalaDozza la partita della Prima è durata poco più di cinque minuti, dopo in campo c'è stata una sola squadra: Bologna. «Eravamo partiti molto bene - ha commentato Franco Marcelletti al termine del match - poi abbiamo cominciato a concedere spazio ai loro attacchi, soprattutto a Vitali che ha fatto la differenza in tutto e per tutto». Una squadra che ha smesso improvvisamente di giocare in attacco e difendere, un po' quello che le è capitato quest'anno qua e la in giro per l'Italia. Alla fine Rossetti e compagni non hanno salvato neppure la faccia, visti i diciotto Franco Marcelletti punti di scarto rimediati (Bologna ha toccato anche il + 22 a metà ultimo quarto), troppi se si confronta il valore dei due roster. «Abbiamo perso diversi palloni (21 alla fine, ndr) - ha proseguito Marcelletti - concedendo facili contropiedi. Avevamo come piano gara quello di limitare proprio le loro ripartenze ma lo abbiamo fatto discretamente solo all'inizio anche se concedendo diversi tiri da tre. L'obiettivo di togliere Pecile dai giochi (17 per lui al termine, ndr) ha creato spazio agli altri e questo poi ha pesato». Il fatto di aver giocato con uno straniero in meno conta però fino ad un certo punto, perché anche a Casale Veroli non aveva in campo Walker giocando la migliore partita della stagione. «Siamo da sei giornate senza uno straniero - ha aggiunto Marcelletti - chiaramente non è facile soprattutto contro una squadra molto concentrata e in lotta per centrare l'obiettivo dei play off». Nell'economia della partita ha pesato sicuramente di più, come spesso le è capitato quest'anno, l'apporto dato dalla panchina. Il solo Carenza, che da solo ne ha scritti a referto 13, ha fatto il suo. Bruttini ha chiuso non portando nulla alla causa, Infante appena 2 e Rossetti, pur partito nei cinque dall'inizio, ha finito senza sussulti. Fatto qualche conto si capisce come diventa difficile vincere, per una squadra che da un mese a questa parte ha rinunciato ad un americano, se il gruppo d'italiani non risponde a dovere. E poi se alle difficoltà di andare a canestro si aggiunge che in difesa Veroli ha subito Bologna per tutto l'arco della partita allora la frittata è presto fatta. «Siamo mancati di continuità in attacco, dove non abbiamo avuto pazienza nel muovere il pallone e nell'alternar e il gioco interno con quello da fuori. Questo - ha concluso Marcelletti - ci ha portato a prendere dei cattivi tiri». Ma al di là della sconfitta sul campo, la sedicesima stagionale (il record negativo appartiene alla stagione 2007-2008 quando Veroli chiuse con 19 ko, ma li si giocavano 30 partite e non 28) che non cambia le carte in tavola, quello che più rammarica è che questo campionato sta scivolando via senza che ci sia una minima reazione sul campo. Un'agonia durata otto mesi che pian piano sta volgendo al termine. A più riprese si è auspicato che, una volta svanito l'obiettivo play off, questa squadra fosse capace di chiudere con dignità (sportivamente parlando ovviamente). Anche a Bologna la cosa non è successa. Alla fine ne mancano ancora quattro, derby compreso in programma tra meno di due settimane al Ponte Grande. Sperare nel miracolo ancora si può.

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