Markovski: "Il destino è nelle nostre mani"

''Dovevamo dare dì più ma la sconfitta di Milano non deve scoraggiarci"

"Dobbiamo pensare solo a noi stessi senza guardare le altre squadre, perchè il destino è nelle nostre mani". Parole e musica di coach Zare Markovski, che ieri, prima dell'allenamento e dopo il consueto pranzo con patron Valter Scavolini e il resto della dirigenza, ha voluto incontrare la stampa per tornare ancora per un momento sulla sconfitta per 93-65 subita sabato scorso a Milano dalla Vuelle contro l'Ea7 Emporio Armani. "Milano ci ha spinto fuori con la sua potenza fisica, ma questa sconfitta non ci deve scoraggiare - dice il coach macedone della Scavolini -. Non dobbiamo nemmeno mai più iniziare come la scorsa settimana, quando su qualche quotidiano si diceva che poteva esserci la salvezza matematica se si fosse vinto a Milano e Biella avrebbe perso. Dire queste cose è sbagliato, perchè la classifica che si commenta il lunedì non è altro che la somma delle vittorie. Considerato che si devono raccogliere il maggior numero di punti per essere il più in alto possibile in classifica ed è ancora tempo di giocare, cerchiamo per prima cosa di pensare a noi stessi e basta". Markovski non ha digerito la sconfitta ("sono ancora molto arrabbiato") e anche i tifosi non hanno preso bene la sconfitta, perchè si è avuta la sensazione che la squadra non sia riuscita a dare il massimo. "Io sono quello che, nonostante la sconfitta con Cantù, aveva sostenuto che era stata una partita bellissima e combattuta - ricorda ilcoach della Vuelle -. La Lenovo aveva costruito un parziale di 10-0 all'inizio e dal secondo quarto noi ci giocammo il match alla pari, non riuscendo però a girare completamente la gara a nostro favore perchè affrontammo una Cantù che rispondeva colpo su colpo. Nelle altre sconfitte, quando la squadra ha dato il massimo che poteva, io sono stato tranquillo. Del resto la nostra qualità è quantificabile e non posso pretendere più di quello che i ragazzi possono dare. Però quando la squadra non dà nemmeno quello che può è chiaro che mi arrabbio". Il coach si è fatto sentire ieri mattina. "Ai ragazzi ho detto che così non va bene - dice ancora Markovski -. Essendo professionisti, dobbiamo pensare solo a dare il meglio di noi stessi. Quando questo succede, a prescindere dal risultato, lascio tranquilli i ragazzi, ma quando non diamo il massimo, soprattutto in difesa dove non conta il talento, allora mi altero".

I più letti