Stefano Landi: 'Reggio, è l'anno dei sogni'

Stefano Landi

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Stefano Landi, patron della Trenkwalder Reggio Emilia, ha parlato a La Gazzetta di Reggio della splendida stagione della squadra.
'Gara contro Sassari? È stata sicuramente una grande partita. In questa stagione mi era piaciuta molto la partita vinta con Milano, in cui la squadra ha dato un grande spettacolo, ma effettivamente in quella con Sassari, a maggior ragione dopo averla rivista in tv, siamo stati davvero forti. Praticamente, non abbiamo sbagliato niente. E non è una frase fatta se dico che tutti, ma proprio tutti i giocatori hanno contribuito all'obiettivo: da Silins a Bell. Nel girone di ritorno la Trenk ha viNonostante uno straordinario girone d'andata, culminato con l'accesso alla Final Eight di Coppa Italia, la Trenkwalder sta andando non meno forte nel ritorno. Già alla fine della partita con Sassari ho detto che siamo molto vicini ai playoff, anche se non ancora qualificati matematicamente. Aspettiamo a parlare di classifica. Così come abbiamo fatto quando si ragionava di conquista della salvezza, anche in vista dei playoff aspettiamo di affrontare le partite che mancano, una alla volta. Non lo dico solo per motivi scaramantici, ma anche perché, ad esempio, Avellino ha vinto 7 delle ultime 8 partite, quindi domenica affronteremo una squadra particolarmente in forma. Delle 4 mancanti, forse è la gara più difficile. Ovviamente spero che la Trenkwalder faccia tanti punti, da qui alla fine, per migliorare il ranking. Troy Bell? Fortissimo. E' l'unico aggettivo che si può spendere per lui. Complimenti allo staff, che lo stava seguendo da tempo, ben prima di arrivare all'ingaggio. La prima volta in cui Bell giocò a Reggio la situazione era completamente diversa: la squadra lottava per salvarsi in Legadue. Forse la situazione influiva, ma ora, sinceramente, Bell mi sembra molto più forte. Le sue qualità si esaltano in una squadra come questa. Visto che le cifre nel basket contano, dico che abbiamo una coppia di americani veramente fortissima. Non so se è la più forte del campionato, ma è fortissima. È' una squadra che contro Sassari mi è sembrata un orologio svizzero. Fare tanti complimenti non è nelle mie corde, ma devo farne un sacco a Menetti, vero direttore d'orchestra, a Fioretti e allo staff perché fanno girare la squadra come un orologio e hanno un grande rapporto con i giocatori, lo spogliatoio, la panchina. Credo sia il pensiero di tutti i tifosi biancorossi. Reggio ha sempre avuto un pubblico competente e numeroso, ma quest'anno, quando gioco in casa, mi sento veramente in casa, considerando l'entusiasmo, il calore, l'affetto, il supporto. Anche quando si perde. In casa abbiamo davvero l'uomo in più. È' dall'inizio della stagione che abbiamo dei sogni: prima la salvezza, poi i playoff. Ma non ci penso nemmeno all'ipotesi-scudetto. Anche perché non lo si vince solo con una squadra forte. Abbiamo davanti a noi squadre di società che hanno già vinto tanti scudetti; hanno maturità e consapevolezza, oltre a giocatori forti. D'altra parte, le partite e le serie dentro-o-fuori sono sempre un terno al lotto. Certo che, se giochiamo come con Sassari, tutte le squadre fanno fatica a batterci'
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