Marchesini ribasdisce:i soci con Sabatini. Villalta:non condivido nulla


La difficile situazione Virtus arriva anche sulla pagine dei quotidiani nazionali. La Gazzetta dello Sport oggi ha dedicato una pagina intera alla difficile situazione delle Vu Nere, con un articolo intitolato Virtus, cosa succede? Bologna e l'agonia di un grande club.

La Gazzetta ha intervistato alcuni personaggi coinvolti a vario titolo: dopo la nota sul sito Virtus in risposta al nostro articolo di martedì, il presidente della Virtus Alberto Marchesini ha parlato ancora, ribadendo che i soci hanno fiducia in Sabatini, e che per il futuro si farà il punto a fine stagione.
Ecco le sue parole: La Fondazione ha delegato a Claudio, nel ruolo di amministratore delegato, i poteri di gestione sportiva ed economica nonché la comunicazione, considerate le sue competenze ed esperienze come dirigente sportivo di serie A che noi soci non possediamo. Abbiamo fiducia in lui e condividiamo le sue scelte, compresa quest'ultima sulla vicenda del premio degli italiani. Quei soldi fanno comodo, in un momento di crisi non si butta via nulla.
Ma questo non significa che il futuro della Virtus sia a rischio e non riguarda certo la LegaDue.
Capiamo lo sconcerto dei tifosi, purtroppo la squadra non è riuscita a perseguire l'obiettivo che volevamo. Come Fondazione a breve faremo il punto di questa prima stagione con questo nuovo assetto societario e ci confronteremo con Sabatini.
Soluzioni alternative? Non posso dire se ripartiremo con Claudio, dipende anche da lui. Vedremo come impostare il nuovo campionato ma credo che il budget sarà ancora ridotto perché la crisi esiste
ed oggi il basket è figlio di uno sport minore.


Ha parlato anche l’ex bandiera virtussina Renato Villalta, molto critico invece sull’attuale gestione: Nulla di personale, con Claudio siamo amici ma la sua gestione è lontana anni luce dal mio modo di vedere il basket. Sono cresciuto col modello Porelli perciò non posso condividere nulla di quello che Sabatini ha fatto e sta facendo con la Virtus. Da cinque anni non metto più piede nel suo palasport, seguo la squadra sui giornali o in televisione.
Mi piace l'idea della Fondazione, non mi piace invece la trovata degli americani congelati per fare posto agli italiani in funzione del premio in moneta. D'accordo che oggigiorno 210mila euro sono quasi un decimo del budget di un club e che il basket è diventato uno sport povero, ma se fossi un abbonato chiederei il rimborso anche se l'errore viene dalle istituzioni.
Quale futuro per la Virtus? Non saprei, voglio prendere la frase sull'autoretrocessione come una boutade, ma consiglio a Sabatini di lasciare perdere le sparate e di volare basso. E soprattutto di amare di più il basket.


Infine, Paolo Ercolani, ex consigliere federale e storico tifoso bianconero: Ho fatto la prima tessera quando arrivò Peterson. L'amore per la Virtus per me è sempre stato un atto di fede ma questa stagione mi ha lasciato molto perplesso. Sulla vicenda del premio, Sabatini ha solo la colpa di avere dato un'eccessiva enfasi al taglio degli americani per dare più minuti agli italiani. Sarebbe bastato dire che liquidava Smith perché ha deluso e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Per i tifosi questo tipo di comunicazione non è accettabile. Voglio credere che l'uscita sull'autoretrocessione sia una frase buttata lì anche perché, da regolamento, sarebbe difficilmente attuabile.
La Fondazione finora è stata professionale e rispettosa delle consegne lasciando lavorare Sabatini. Peraltro il vero problema della Virtus è la mancanza di un progetto sportivo: da anni Sabatini sbandiera quello legato ai giovani, va bene ma oggi i ragazzi bianconeri sono ancora troppo acerbi per competere ad alto livello. Tutti guardano ad Imbrò, diventerà un buon giocatore ma non possiede le stimmate dei baby fenomeni come Gentile, Esposito e Myers.

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