Gli appunti-spunti del lunedì

Certo che da uno il cui nome si può scomporre in Dio ‘n te - Christmas qualche miracolo per Siena, o anche solo qualche opera buona, ce la si aspetta.

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Nel calcio, come nel basket, siamo assenti da qualsiasi gran finale europeo, ma almeno lì c’è una Nazionale che regge mentre quella cestistica è - a voler essere ottimisti - di rincorsa. Non ci consola che le istituzioni del primo sport nazionale siano assai più caotiche delle nostre, ci dispiace che ancora non sia stato approntato un piano organico e condiviso di ristrutturazione e riforma. Eppure le persone valide ci sono e anche nei posti giusti. Allora: perché? Meglio: perché no?

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La Sutor torna a giocare a Porto San Giorgio, decisione che può anche essere presa come un ridimensionamento di ambizioni o anche semplicemente come una presa di coscienza, quindi un “dimensionamento”. Si torna (quasi) alle origini e non è detto che sia per forza una sconfitta. Quella a Cantù era nelle previsioni.

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Ernesto Ciafardoni entra nella Sport lab Agency di Virginio Bernardi che si arricchisce così di un fuoriclasse, oltre che di un gentiluomo. Ne approfitto per segnalare il rinnovato, gradevole sito www.sportlabagency.com

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C’è fermento sul nome del manager della nuova Lega 2 e naturalmente anche qualche manovra di disturbo nei confronti dei concorrenti di opposta fazione. C’è anche almeno una candidatura a mio modo di vedere imbarazzante, ma per fortuna con scarse possibilità di approvazione.

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Divertente il “sogno” spiegato da Dane Di Legro alla Nuova Sardegna: catturare un cinghiale e poi cucinarlo. Almeno fino al termine dei playoff gli andrebbe consigliato di non provarci nemmeno, ad andare per macchie, meglio che si dedichi ad un’altra caccia meno rischiosa anche in caso di ritorno a mani vuote.

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Veniamo al campionato? Sassari si rinforza sul mercato e nel morale, “matando” una Roma in parziale affanno. L’arrivo di Becirovic alla Dinamo non provoca certo gli entusiasmi della sua prima apparizione italiana, il giocatore ha già dato il meglio, e arriva pronto forse per una sonora dose di fischi da parte del pubblico della Virtus, memore - per quello che ancora c’era all’epoca - delle vicende di dieci anni fa. La Bologna attuale prende il ventello previsto a Siena e pratica autosoddisfazione con la storia del premio Fip. Come detto, al momento tutto merita solo silenzio stampa, il nostro, di giornalisti. Anche perché a Bologna sponda Virtus - ma non definiremo l’altra sponda Fortitudo - ogni dichiarazione dei membri della Fondazione sull’operato dell’AD sa, a rotazione di: 1) Arrampicata sugli specchi; 2) Compitino; 3) Gioco a nascondino.

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Biella retrocede, ma non perde in dignità e siamo sicuri che saprà rialzarsi.

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Sorprende ancora Caserta, che non avrà il Premio Fip sugli italiani, ma mostra un orgoglio e una determinazione senza pari, nelle condizioni in cui si è trovata ad operare. La Juve è stata ospite nella caserma del 21° Reggimento Guastatori. In effetti nel DNA della società campana c’è da sempre la capacità di guastare molti meccanismi di squadre sulla carta più forti e questa stagione lo ha confermato. Peccato che a guastare il sapore di un altro campionato superiore alle attese oltre alla spada di Damocle delle casse vuote si sia aggiunta la grottesca vicenda Galimberti. Sulla vicenda è quantomeno curioso, però, che qualcuno accusi Lega e Fip addirittura di omertà per non aver messo sul chi va là il club bianconero: primo perché non era compito dei due organismi, secondo perché l’autonomia delle società anche in materia di capacità di informarsi dovrebbe essere non solo un diritto ma anche un dovere.

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Anticipo un’idea: dirigente dell’anno in Serie A dovrebbe essere Alessandro Dalla Salda. Guardate la classifica della Trenkwalder: stessi punti di Cantù, Siena e Milano. Guardate il roster, con la sola aggiunta di Bell in corso d’opera. Significa lungimiranza e bravura, dopo anni difficili ma mai di resa. E 15 anni esatti dopo lo storico quarto posto assoluto.

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Varese ha un calendario più favorevole di Sassari in prospettiva primo posto al termine della regular season e comunque ha legittimato la sua supremazia contro una Milano tornata agli antichi difetti. Non ha nemmeno giocato benissimo, la Cimberio, eppure ha disposto come ha voluto di una EA7 tenuta a galla nel punteggio da Langford. Migliore di Varese, Dunston: e se volete un solo perché, vi bastano le sette palle recuperate?



Franco Montorro

Direttore BasketNet

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