Landi: "Per sognare in grande servirebbe qualcuno al mio fianco"

Stefano Landi

Stefano Landi

Alla sua decennale era da presidente manca l'alloro principale, ma questo manca a tutti a Reggio Emilia, e l'essere il presidente/patron della squadra che stabilirà il record di punti in Serie A.

La soglia è fissata a quota 32 (stagioni 1989/90 e 2005/06) e in ragione del fatto che la formazione di Max Menetti ha già eguagliato il traguardo, Stefano Landi - con un ulteriore successo da parte della Trenkwalder - diventerebbe il patron della squadra dei record. Questo traguardo però, scompare quasi di fronte al raggiungimento dei playoff e al campionato che questa Trenkwalder sta disputando. Patron Laudi, una vittoria su di un campo ostico che lancia la Trenkwalder quasi matematicamente ai playoff... Già, anche perché delle quattro partite che ci mancavano, la ritenevo quella più difficile. Abbiamo disputato una prova di grande carattere contro una squadra che, senza timore di poter essere smentito, è una delle più in forma del momento; inoltre c'è stata grande determinazione e spirito giusto. Non c'è ancora la matematica ma siamo davvero vicini. Un traguardo che non era certamente nelle previsioni di quest'estate... No, non era nelle nostre ambizioni e pertanto, come tutte le sorprese, non può che farci piacere. Dopo la gara di Sassari ha detto che questa squadra ci a-vrebbe fatto divertire anche ai playoff. Ogni gara che passa sembra confermare sempre più questa dichiarazione; la Trenk può affrontare alla pari tutte o quasi... Queste partite, tolta la partita in casa contro Sassari che è stata davvero l'eccellenza, credo che dovrebbero aiutarci ad aumentare e a confermare la nostra solidità che, nelle intenzioni, ci deve portare a disputare dei playoff consapevoli della nostra forza. Sono sicuro che ci divertiremo davvero, anche se i playoff stessi sono gare a parte, nei quali occorre essere tutti in forma e al massimo. I giocatori però, dopo aver fatto un campionato quasi intero, possono tranquiUamente avere la consapevolezza dei loro mezzi. Sta per diventare il patron della formazione biancorossa che deterrà il record di punti. Com'è nata questa "favola", dopo la scampata retrocessione? Forse la ricetta non c'è, altrimenti l'avremmo provata da subito. Nel momento peggiore deUa ¦ lo credo che il nostro progetto sia il merito di non esserci fatti prendere dalla foga del cambiamento quando le cose non andavano, tenendo duro se si hanno a fianco persone affidabili e capaci mia e della nostra storia, quando rischiammo la retrocessione in DNA due anni fa dopo aver rimaneggiato la squadra cambiando tre aUenatori, trovammo - al termine della stagione - un buon equilibrio. Così abbiamo proseguito con quell'ossatura vincendo Legadue l'anno scorso e ora siamo qui, con giocatori e staff tecnico. La ricetta è forse questa, la continuità paga. L'importanza di avere un progetto... Sapete, si parla tanto di progetto in ogni salsa e a volte a sproposito. Io credo che il nostro progetto sia il merito di non esserci fatti Drendere dalla foga del cambiamento quando le cose non andavano, tenendo duro se si hanno a fianco persone affidabili e capaci. Questa è la lezione che abbiamo imparato. Quanto è grande in lei la voglia di creare davvero una squadra che possa competere ai vertici, anche sulla scia emozionale di questa stagione e di questo grande seguito di pubblico? Da una parte c'è davvero tanta voglia di provare a fare qualcosa di ancor più importante, proprio perché, come abbiamo sempre detto e quest'anno ne è la conferma, a Reggio c'è grande amore e attaccamento per la squadra di basket; questo fa certamente crescere la spinta per poter programmare qualcosa di ancor più forte. Dall'altra parte il desiderio si scontra con la realtà economica e finanziaria del quale occorre necessariamente tener conto. Cosa che avete sempre fatto in modo ineccepibile... Vero e non possiamo non farlo. Un grande pregio di Reggio e motivo dell'aver conservato il professionismo per tanti anni, sta proprio nel fatto che non si è mai fatto il passo più lungo della gamba. Purtroppo ci sono state tante società che hanno avuto grandi risultati per poi pagare questi e-xploit con una retrocessione. Ricollegandomi aUa voglia di creare una squadra di vertice, ricordo che Reggio va avanti grazie agli sponsor, di cui io sono il capofila, nel senso che mi accollo la fetta maggiore di spese; se però al mio fianco ci fosse qualcun altro, allora sì che si potrebbe davvero sognare in grande, in un progetto che tenga conto anche del nuovo palasport. Trenkwalder vi ha già comunicato le proprie intenzioni riguardo alla sponsorizzazione? Non ancora ma a breve avremo l'assemblea di bilancio e ci saranno dei tempi tecnici da rispettare anche per avere un quadro sul futuro, quindi anche per lo sponsor. Credo che in quel momento Trenkwalder ci saprà dire qualcosa. Quanto è difficile fare basket nel momento sociale ed economico attuale? Credo sia difficile parlare, oggi, di sport professionistico e nel basket in particolare. I ricavi sono sempre inferiori ai costi e questo rende il tutto ulteriormente difficile. Come ho già avuto modo di dire, ritengo sia necessario rivedere a tutto tondo il "prodotto basket", tutelandolo e vendendolo meglio rispetto a quanto fatto negli ultimi anni, sia come tv sia come tutela dei campionati professionistici. Non è possibile a-vere società che dopo tre gare siano già in crisi rischiando di non permettere lo svolgimento di un torneo regolare. Ora, con la nuova presidenza di Lega, occorrerà ragionare su temi importanti, portando avanti riforme specifiche.

Stefano Landi

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