La conferenza stampa di Claudio Sabatini

Claudio Sabatini

Claudio Sabatini

Claudio Sabatini, un decennio in Virtus, questo deve essere un giorno di festa? 
“Due buone notizie. Intanto che la Virtus il prossimo anno sarà in serie A, che non è una cosa scontata: da amministratore, in tempi di vacche magre, si poteva anche pensare ad una Legadue, ho buttato il sasso, ma ora è chiaro che saremo in serie A. Però non è per niente scontato che ci siano dei quattrini, ricordatevelo, e la serie A non era ovvia. Poi, ho dato le dimissioni, dopo 10 anni, e sfido altri a fare come ho fatto io: è iniziata il 5 agosto del 2003, oggi non formalmente ma ufficialmente chiudo, con dispiacere dopo una stagione indecente. Dieci anni, di cui nove fantastici, e vorrei fare una festa con tutti quelli che hanno collaborato con me dal salvataggio della Virtus in tempi in cui c’era chi diceva io volessi solo farmi pubblicità gratuita a oggi. Dicevano che fosse finita, ma ora pensiamo al futuro. Ringrazio i tifosi per la fiducia e l’affetto, e lascio una comunità importante, un grande patrimonio per il basket italiano. Le dimissioni sono irrevocabili, ho fatto due cose, tra tante boiate: la prima, salvare la Virtus nel 2003, che forse è anche stata la cosa più semplice. Poi, ho creato la Fondazione, gente pronta a sedersi attorno ad un tavolo per salvare la V. Ricordo uno striscione dei Forever Boys, "ci siamo rotti il cazzo", e ho pensato "anche io", per cui è nata questa idea. Tra i virtussini ci sono degli snob, con la puzza sotto il naso, milordino, che magari si lamenta della presenza delle Coop, ma senza di loro non si fa strada. Quando abbiamo fatto il tavolo della Fondazione, abbiamo pensato che servivano presenze importanti, ho anche detto delle balle per aiutare la cosa. Noi virtussini siamo fighetti, e dobbiamo ricordare che qui ci sono persone che aiutano senza farsi pubblicità, nel mondo delle Coop, che non facciamo la fine del Pd: io ho fatto una operazione bellissima, quando qualcuno pensava che fare un tavolo così eterogeneo fosse impossibile. E io, alla Fondazione, ho detto subito che si dovevano mettere quattrini senza avere nulla in cambio: sono fantastici, abbiamo fatto un campionato allucinante e nessuno mi ha chiamato o detto qualcosa, quando di solito se mancano i risultati ci sono discussioni. Io mi sono mosso a modo mio, in toni non piacevoli, ma nessuno mi ha chiesto di frenare: queste sono persone che mi hanno lasciato fare, anche se i risultati non sono stati fantastici”
I momenti più bui della sua esperienza? 
“Io sono un privilegiato, tifoso Virtus che l’ha rappresentata, è stata una grande storia d’amore benchè questo privilegio sia stato costoso e i 10 anni siano stati faticosi. Però mi sono messo in gioco, all’interno di una azienda con regole e personaggi atipiche, come una autostrada dove le corsie cambiano da un momento all’altro. Non ricordo particolari momenti bui, per me sono stati 10 anni fantastici, magari per i tifosi no. Avrei voluto finire in modo diverso. La questione Vitali? Li ho visti crescere, più Michele che Luca. E mi si apre il cuore a vederli in campo, grazie al lavoro di Consolini e dei suoi: quando entrano hanno l’odore della palestra Virtus addosso, si capisce che hanno dietro le sgridate di Giordano, ed è stato bellissimo vederli giocare bene a Siena contro una squadra di Eurolega. E’ come un figlio che si sposa, e non è vero che oltre ad Imbrò gli altri non erano da corsa. Un paio di palle: io lascio un patrimonio disumano di persone, ragazzi, e chiunque arriva si trova in mano asso, tre e re” 
Oggi comunica le dimissioni. 
“Continuo a lavorare da AD, io volevo smettere lo scorso anno ma i soci mi dissero "se smetti noi non ci stiamo", e io sono andato avanti. Ma ora non c’è cifra, e i soci mi hanno chiesto di costruire un organigramma per la salvaguardia della Virtus. Rimarrò come tifoso, sono socio della Fondazione come altri, che come Gualandi non vengono nemmeno al Palasport. Io spero di vedere una Virtus più vincente della mia, da spettatore” 
In dieci anni cosa si rimprovera? 
“Se penso a cosa rimproverarmi non finiamo più, sono pragmatico e guardiamo avanti: rispetto per il passato, e io sono l’unico che ha costruito un museo, perché tutte le volte che ho detto di fare qualcosa poi l’ho fatto. Ma dobbiamo pensare ai ragazzi del ’95 che stiamo firmando dall’estero, e che sanno che se vengono in Virtus non sono carne da macello ma giocheranno in serie A, e non perché ci sia della miseria ma perché si meritano di stare in serie A. Se non avessi investito mezzo milione all’anno avremmo vinto di più ma avrei lasciato delle macerie. E per non bruciare tutto in pochi mesi serve salvaguardare il patrimonio dei giovani, chi verrà dopo di me troverà tanti bei contratti” 
Mollare nella peggiore stagione degli ultimi 40 anni fa effetto, è finita la voglia di combattere? E dopo 10 anni di Sabatini, ora ci sarà continuità con il passato? 
“Assolutamente discontinuità, penso proprio che chi verrà sarà diverso da me. Non ho fatto il conto di quanti contributi ho versato, non mi annoio, ho letto cose che mi hanno ferito e che non mi piacciono: se in un bar non mi piace la colazione, cambio bar. L’amore all’inizio è tale per cui accetti tutto, poi con il tempo qualche cosa potrebbe accentuarsi e ti colpisce nell’anima” 
L’anno prossimo sarà una Virtus che cercherà di recuperare dopo questa annata? E il budget? 
“Sono realista: quando ho detto che si poteva pensare alla Legadue, che di fatto era possibile, l’ho fatto analizzando la realtà. Le concessionarie di pubblicità dei giornali sono in calo, e anche noi abbiamo avuto problematiche per cui in aprile mi hanno chiesto di fermarmi e parlarne: ora siamo avanti di due mesi, con i conti, rispetto ad altre squadre. Ora, da AD, ho fatto quello che deve fare chi deve salvaguardare un patrimonio. I tifosi devono essere già solo contenti del fatto che possiamo iscriverci al campionato, che ci saranno risorse, e questo è "fantastique": consiglio che offro ai tifosi, qualsiasi cosa arrivi, che vada loro bene. Il pesce puzza sempre dalla testa, e quest’anno ho tagliato allenatore, AD e GM: pensare che ci sia sempre un fessacchiotto che metta i quattrini è sbagliato, oggi è importante iscriversi. Che Virtus sarà, ne parleremo con i soci la settimana prossima, ancora non lo abbiamo calendarizzato, siamo in 14 e se avessimo i 70 di Varese saremmo in Eurolega, dopo che io ci ho messo 10 anni della mia vita e 10 milioni di euro. Oggi, se qualcuno ci vuole mettere altri milioni, andiamo a giocare contro l’Olympiacos: allargheremo la base, ho trovato tre soci che entreranno a breve e altri che sono interessati al progetto. Dopo si penserà ai giocatori, ma senza il grano non si va da nessuna parte. Questi 14 sono stati fantastici, ora cerchiamo di allargare la cosa ricordando che questo è un bene della città, e nessuno deve fare il fesso o fare critiche” 
Qualche possibile idea di persone per il prossimo anno? 
“Adriano Turrini di Coop Adriatica non ha mai parlato di problemi, è una delle figure di riferimento del mondo della cooperazione, e mi ha solo chiesto un organigramma. Villalta mi dispiace abbia parlato male di me, io lo stimo perché è uno dei pochi ex giocatori di basket che sia intelligente e che si sia saputo riciclare: ha un curriculum preciso, ma sono i soci che dovranno decidere. Se me lo proponessero, io per primo che gli ritirai la maglia numero 10 dopo che Cazzola gliela aveva tolta, mi andrebbe bene: si sa relazionare, sa stare negli ambienti, va preso in considerazione” 
Come sarà la prossima serie A? 
“Da virtussino penso che con un mercato in contrazione si potrà fare un buon mercato a meno soldi, ma non voglio fare come tutti quelli che parlano con i soldi degli altri. E’ giusto che chi metterà il denaro, il prossimo anno, decida di par suo, anche solo per una questione di rispetto. Vista la crisi, nemmeno so se saremo in 16 in serie A, e non so se quei geni che hanno deciso per la Gold e Silver ne avranno 32. Non ci saranno mai, per cui ci saranno tanti giocatori liberi. Io ho rispetto per il denaro, specie quello altrui, e quest’anno mi sono trovato a fare da AD di una società con soci, tifosi, e patrimonio della città: mica facile, a 18 anni il figlio vuole una bella macchina, ma si deve poi vedere quali sono le possibilità. E chi dà i soldi deve essere fatto santo subito. Una operazione simpatia? Se quelli che stanno fuori per causa mia vengono al posto di chi c’è, facciamo i milioni, e me lo hanno bocciato. Qui tutti parlano con i soldi degli altri, ma di scontato non c’è un cazzo, c’è anche chi è imbarazzato a dire che ne mette” 
I primi consigli che darai al nuovo AD? 
“Non dobbiamo prenderne uno che abbia bisogno dei miei consigli, io vorrei uno che ha esperienza, non vorrei bruciarlo ma mi piacerebbe Massimo Righi. Anche perché, con rispetto per Montegranaro a cui magari va bene tutto, qui siamo la Virtus, dove c’è chi rimpiange sempre Danilovic e Ginobili. Un Amministratore Delegato sopra e un Direttore Sportivo sotto, così da tenere tutto sotto controllo. E ricordare che ho messo come allenatore Bechi, uno che ha fatto una semifinale al primo anno di serie A. Bottai è l’unico che non ho confermato perché ha chiesto un notevolissimo aumento di stipendio: ha quattro figli e un quinto in arrivo, è di Roma, io lo ringrazio perché si è fatto il mazzo in una organizzazione come la nostra che è da NBA ma che quest’anno ha come dovuto guidare sull’acqua. Noi siamo a posto con i conti, intanto” 
La Unipol Arena è casa Sabatini: vista la sua uscita, la Virtus l’anno prossimo dove giocherà? 
“In questo momento stiamo montando il cantiere per il wrestling, venerdì ci saranno 14 mila persone per i Rammstein, stiamo facendo eventi sold out, vorrei fare un concerto da 5 milioni di euro in autunno, un business diverso da quello dello sport. Abbiamo un contratto con la Virtus, e lo vogliamo rispettare. Intanto, senza fare i playoff, abbiamo potuto inserire delle convention e dei concerti, per cui così incassiamo tanto di più. Vedremo cosa vorrà fare l’anno prossimo la Virtus, intanto avevamo abbonati con una media di 65 anni, ora abbiamo giovani che pagano poco ma che saranno il nostro futuro, sponsor che pagano biglietti. Se vorranno fare la bomboniera del Madison, poi se arriva uno sponsor lo andranno a prendere in taxi in Sant’Isaia. Io dico solo che, con gli eventi extrabasket, prendo su molto di più: dobbiamo trovare degli equilibri, c’è un contratto in essere che dobbiamo rispettare, se domenica avessimo giocare avremmo rischiato la multa perché, con i palchi da smontare, gli avversari non avrebbero potuto allenarsi. Chi andrà avanti io lo conosco, quando ho mandato via Finelli mi hanno detto ‘finalmente’, ma prima non mi hanno mai dato consigli. Quindi il contratto in essere va avanti, poi vediamo chi ci sarà, se vuole ottomila persone o se vuole lavorare in piccolo solo per dire che il Palazzo è sempre pieno. Qui vengono i big, i piccoli eventi vanno al Paladozza” 
Ipotizzabile un Sabatini in pista altrove? 
“A breve no. Mi piacerebbe lavorare in una società di C2 dove si fa del minibasket nel sociale senza velleità, non come a San Lazzaro dove sono seri ma provano ad andare oltre. Vorrei una doccia che funzioni, ragazzi che se fanno cose che sbagliano abbiano uno spazio nel basket, la partita il venerdì sera, l’odore della palestra e la pizza dopo. Vorrei prendere 100 ragazzi storti a 10 anni, ed evitare che prendano strade sbagliate” 
Ci sono squadre che stanno facendo bene senza grandi costi, qui si è parlato di 4,4 milioni ma altri hanno speso meno. 
“Varese con tre milioni e mezzo fa il budget? Ma giocano al Palazzo di Collodi? Confondete il costo-squadra con quelli totali della società, dal pullman alle tasse gare. La Virtus ha due milioni e mezzo di costi fissi, l’anno prossimo si dovrà aggiungere lo stipendio dell’AD dato che io non ho preso niente, e a questi si deve aggiungere la squadra. I nostri costi fissi sono superiori a quelli delle altre squadre, il nostro settore giovanile costa tanto ma intanto c’è uno che gioca in NBA, uno che andrà al college, altri che giocano mentre altrove no. Questa squadra è costata un quinto rispetto a quella di Boykins, e tanto meno di quella dell’anno scorso” 
Quanto hanno pesato le contestazioni nella decisione di dimettersi? 
“A me le contestazioni attizzano, mi manca il derby, cinquemila persone che ti insultano è inebriante. I fortitudini, di qualsiasi età, mi offendevano, era bello. Se le contestazioni arrivano da gente che stimo mi dispiace, se arrivano da 15 imbecilli non ci faccio caso. Poi è il caso di chiarire delle cose, cose che sono state scritte, prima che io vada via. Come quando una fidanzata ti lascia dopo 10 anni, è il caso di spiegare le cose e dire la verità, dopo che magari durante il fidanzamento certe cose non sono state dette. Io pagherò l’abbonamento, il prossimo anno, e non voglio ingressi di favore perché la prima regola deve essere che chi entra paga. Noi dobbiamo ingraziare chi ha finanziato la Virtus come sponsor, comprando biglietti e poi regalandoli: chi ha 10 biglietti omaggio li ha perché qualcuno prima li ha pagati. Non esistono biglietti omaggio, a meno che non vengano stampati di notte, ed è normale che chi ci sponsorizza abbia qualcosa” 
Dieci milioni in dieci anni, chiariamo. 
“Quest’anno, a chi dice che spendo soldi degli altri, abbiamo 400mila Fondazione, 140mila nel progetti immobiliare Arcoveggio, Arena ancora da incassare, sponsor, compensi, 5.7milioni. E’ stato un anno di sacrifici, non doveva andare così, ma il Gruppo Sabatini ci ha messo 1.7milioni. Prendere del pezzo di merda dopo un milione e sette di fresca, o incassi che non ho incassato, insomma. Quando è venuta fuori la storia degli italiani uno dei soci ha fatto una battuta, io l’ho chiamato, e mica potevo chiedere a loro altro: per la Virtus ho piegato la schiena sotto un peso di 80kg. Ora, quando ci sarà un nuovo AD, io mi porrò davanti come creditore dopo un anno in cui sono rimasto alla finestra con sacrifici e giri di cinghia. Poi preciso: ho rispetto per il Corriere di Bologna, che è qui assente, ma ci sono articoli di Daniele Labanti che hanno creato ombre tra me e il sottoscritto e che vanno chiariti: quando avevo una radio c’erano lui, Righi e Montorro, poi ho tenuto Righi perché a tennis, come in radio, gli dà 6-0 6-0. A stagione finita si può parlare, perché io voglio entrare alla Unipol Arena a testa alta. 
Intanto, quando siamo andati a Pesaro, sapevamo che avrebbero fatto giocare i giovani, ed ecco perché ho parlato di enogastronomia, e se a ottobre avevo detto che c’era da vincere il premio davvero era perché potevamo essere in affanno. Ma a cosa serve scriverlo su un giornale che va in rassegna stampa nazionale? Semplicemente, quei duecentomila euro non li volevamo buttare dalla finestra: in città serve gioco di squadra, a Siena se le danno per il Palio ma poi tutti remano uguale. Labanti il 30 ottobre, quando ha scritto che la Fondazione era in affanno, aveva anche ragione, ma non capisco perché un giornale di Bologna lo deve scrivere. Quella dei giovani è stata una scelta aziendale.
Il 26 dicembre esce l’intervista di Koponen, che dice di avanzare dei quattrini. Premesso che non è vero, a parte il diritto di informazione, ma a cosa serve l’intervista ad un ex tesserato, che ho allevato per quattro anni come un figlio, che ora è a migliaia di chilometri di distanza?
Poi, il Virtus College: mancavano dei quattrini, ci siamo ritrovati con alcuni soci, c’era un terreno edificabile e abbiamo versato 800 mila euro. Ora se uno lo vuole a 700 mila faccia pure.
Minard, le clausole per farlo uscire: prima ha detto che voleva restare, poi se ne è andato, e quando sono arrivati i soldi lo abbiamo fatto andare via. E anche Hasbrouck, io da lui avanzo quattrini, passi lunghi e pedalare, lui mica poi ha detto che gli devo dei soldi. E Smith, che hanno scritto che se ne voleva andare: ora è in tribuna, e non lo pago.
Poi, le giovanili ‘in prestito’, che farebbe perdere soldi alla Virtus. Qualcuno pensa che io abbia fatto il furbo, ma è stato fatto per dare un rimborso agli allenatori, e non parliamo di Imbrò, mi sono tenuto l’onere di ciò. Futurvirtus paga le palestre e gli allenatori, e dopo dieci anni figuratevi se entrerei alla Unipol Arena con qualche dubbio.
Poi, che un giornalista di Bologna chieda alla Fip, per la questione degli italiani, di agire contro un club di Bologna? E’ su twitter, c’è tutto.
Poi, ha intervistato Marchesini, e si è parlato di operazione simpatia: bene, anche lui darà le dimissioni. Ci sono amicizie, come tra me e Bertolini, che vanno avanti da 50 anni. Ma Marchesini in questi anni ha messo 4 milioni, anche se non si potrebbe dire, in modo molto discreto. E Bertolini, che si voleva dimettere anche lui, dovrà restare come garante con il Prefetto. Le mie dimissioni non devono far disfare il tavolo.
Altro: chi ama la Virtus, chi verrà, sia un po’ più dolce. Due anni fa andai a Etv, c’erano quei due, Trebbi e Faggiano, che dicevano boiate: forse ho esagerato, dando loro dei mongoli, e qualche giorno dopo un genitore mi ha detto di avere un figlio mongolo, mi sono sentito una merda e mi sono scusato. Chi verrà venga ben accolto, perché ripeto, essere in serie A è già qualcosa, e Sabatini fa parte ormai della storia. Sto lavorando per il prossimo organigramma, ma da oggi sono solo un tifoso: non vedo l’ora di arrivare alle 18.10 e basta. Ah, scusate, c’è un tal Tartarino Tartarini, che su internet scrive su di me delle boiate: fuori da un locale ha fatto il gonfio, rischia di trovarsi contro il muro, se poi si litiga con più piccoli. Se non si ha il fisico, si lasci stare” 
Claudio Sabatini

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