Luigi Gresta: "Reggio, sono un tuo nemico-amico"

La Cremona felice, quella che si gode a pieno questo finale di stagione, dove non ha più nulla da chiedere ad un campionato che l'ha portata a togliersi svariate soddisfazioni. Questo è quello che si e-vince dalle parole del suo allenatore, quel Gigi Gresta che in passato in Legadue ha incrociato più volte i destini reggiani quando allenava Jesi.

«Questa è la stagione più bella della mia carriera - ammette il tecnico - c'è unità d'intenti, condivisione del quotidiano, società, giocatori, staff, stampa e pubblico tutti sulla stessa barca come mai mi è capitato, se non una stagione a Potenza quando allenavo in Serie B». Lo stesso che sta succedendo anche a Reggio... «Sicuramente e mi fa molto piacere nonostante sia un "nemico storico" della Pallacanestro Reggiana. La realtà è che sono contento per Max e per i dirigenti e non nascondo di aver fatto il loro nome nelle votazioni per dirigenti e allenatori dell'anno. Non va dimenticato che Reggio due stagioni fa rischiò di retrocedere dalla Legadue. Ora è una società da emulare nel palcoscenico italiano e noi a Cremona cerchiamo, nel nostro piccolo, di farlo». Dov'è nata la riscossa di Cremona da quando lei è andato in panchina? «Da due radici: la prima riguardante l'approccio alla pallacanestro, più ludico. È il nostro lavoro, ma non siamo impiegati di pompe funebri quindi cerchiamo di regalare divertimento alle persone, e non possiamo di certo riuscirci se non siamo noi i primi a divertirsi. Secondariamente, cambiando radicalmente la filosofia di squadra: siamo più leggeri e meno talentuosi delle altre squadre, per vincere non dobbiamo far schierare le difese e quindi accelerare i ritmi e correre in contropiede». Cercherete di farlo anche domenica contro una delle migliori difese del campionato? «Non abbiamo più il nostro miglior realizzatore Harris, ma non possiamo snaturarci, quindi lo faremo di sicuro». Se dovesse rubare un giocatore a Menetti, chi sceglierebbe? «Più di uno. Il primo che mi viene in mente però è Taylor, proprio perché senza Harris ci manca quel tipo di giocatore». L'anno della promozione reggiana lei disse, dopo la gara persa contro la sua Jesi, la famosa frase dichiarando che la sua squadra ora aveva il 51% di possibilità di essere promossa. Possiamo, scherzandoci sopra, dire che domenica è invece Reggio che ha il 51% di possibilità di vittoria? «Credo proprio di si - ammette ridendo Gresta - ma mi tengo stretto il mio 49% sperando che, come fu per Reggio quella stagione, diventi poi 100% a fine partita».

I più letti