19:26 28 novembre 2010 | Vittorio Festa |
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The Italian Connection n.5

BARGNANI - Settimana iniziata bene per Bargnani, con due vittorie casalinghe contro i Celtics e i Sixers, ma chiusa purtroppo con una opaca prestazione, venerdì notte contro a Boston.



Toronto Raptors vs Boston Celtics W 102-101

Domenica scorsa,nel “prime time” italiano, Bargnani aveva sfoderato un’ottima partita contro una Boston (anche se non è lui il protagonista nei concitati e vittoriosi minuti finali) ancorché priva di Rajon Rondo, ovvero del giocatore che ha oramai sostituito Garnett come anima tecnica della squadra (KG en rimane il leader emotivo).

I Celtics partono forte ma si fanno poi recuperare e sorpassare dai Raptors, arrivando punto a punto nel finale. Ray Allen perde il pallone a pochi secondi dalla fine sul potenziale possesso della vittoria. Dicevamo di Bargnani. Dopo un primo tempo tranquillo (5 punti e qualche sofferenza sulla dura marcatura di KG), il Mago è determinante nel secondo quarto con 13 punti che aiutano i Raptors a passare dal -8 di fine primo quarto (23-31) al + 4 all’intervallo (60-56), con i Celtics offensivamente troppo “disordinati” a conferma che la mancanza di Rondo si fa sentire. Bargnani piazza un'altra tripla importante a fine terzo quarto e poi sei punti ad inizio ultima frazione, con un canestro dalla media, due liberi e un altro “mid-range jumper” a 9:32 minuti dalla sirena. Saranno però i suoi ultimi punti della gara, dalla quale il romano praticamente scompare (tre errori al tiro, 2 falli e una persa), per lasciare spazio ad altri protagonisti, nella fattispecie Amir Johnson, che giustifica in parte l’esagerato contratto ricevuto a luglio (5 anni, 34 mln). Bargnani chiude con: 29 punti (7/14 da due, 2/6 da tre, 9/13 liberi), 2 rimbalzi, 1 assist, 4 perse e 5 falli in 39'19"



Toronto Raptors vs Philadelphia 76ers W 102-101

Raptors vincono facile contro una Philadelphia che considerare derelitta è poco. La gara è chiusa già a partire dal primo quarto, conclusosi sul 33-18 per i padroni di casa. E’ la gara di esordio dei due nuovi arrivati da New Orleans, Bayless e Stojakovic (ceduti lo scorso sabato in cambio di Jack, Andersen e Banks), che si mostrano subito buoni terminali offensivi. Bargnani è molto positivo (quarta gara di fila oltre i venti punti) , specie, come al solito, nel primo tempo che conclude con 15 punti in 16 minuti nel primo tempo con 5/8 dal campo e 4/6 dalla lunetta. Alla fine per lui il box score dirà: 24 punti (6/12 da 2, 2/4 da 3, 4/6 tl), 2 rimbalzi, 5 palle perse, 3 stoppate e 2 falli in 33’.



Toronto Raptors @ Boston Celtics L 101-110

Rondo rientra dopo tre partite (problemi al ginocchio sinistro) e i Celtics tornano al bel gioco (avevano comunque vinto ad Atlanta e contro i Nets, due squadre non proprio irresistibili), sbarazzandosi facilmente degli avversari, che vanno subito sotto nel primo quarto (31-10). Nel secondo i Raptors arrivano anche al -1, ma poi crollano letteralmente nella terza frazione quando finiscono sotto anche di venti. Toronto soffre troppo specialmente sotto canestro, dove Johnson e Bargnani nulla possono (o fanno) contro Shaq, KG e co, facilmente serviti per tanti alley-oops da Rondo, che riportano alla memoria i famosi ShawShaq Redemption dei Lakers del three-peat di inizio secolo. Bargnani per l’ennesima volta parte fortissimo nel primo tempo (10 punti) e poi si eclissa nel secondo (1 punto da libero). Continuità, nella singola gara e in stagione: deve essere questa la “parola d’ordine” per il Mago. Il suo score: 11 punti (4/11 da 2, 0/2 da 3, 3/5 tl), 8 rimbalzi, 1 assist, 2 palle perse e 1 recuperata, 1 stoppata e 3 falli in 38’. A 5:24 dalla fine del terzo quarto Evans è costretto a uscire per un brutto infortunio. Gli verrà infatti diagnosticata successivamente una frattura al piede destro che lo costringerà a stare fuori per almeno due mesi (notizia non ancora ufficiale).





BELINELLI - 2 vinte su quattro per gli Hornets di Belinelli nella settimana appena trascorsa. De resto era prevedibile un leggero calo per la squadra di Monty Williams, che comunque ha chiuso in bellezza andando a vincere a Portland, la sua ex-casa negli ultimi cinque anni.



New Orleans @ Sacramento W 75-71

Marco Belinelli chiude in doppia cifra (12 punti in 33 minuti) ed è decisivo nel finale quando infila i due liberi della staffa, e non è la prima volta.. Marco è oramai uno dei tiratori designati quando la palla scotta, viste le sue percentuali dalla lunetta (81%). Il Beli è importante anche nel secondo quarto, quando piazza cinque punti di cui una tripla e innesca con un rimbalzo il contropiede dei suoi per la rimonta da -9. Questo il suo score: 12 punti (2/8, 2/4, 2/2 tl), 4 rimbalzi, 2 perse, 33 minuti.



New Orleans @ LA Clippers L 99-95

A sorpresa arriva la seconda battuta d’arresto contro una delle peggiori squadre della lega. Beli è protagonista in particolare nel secondo tempo: nel terzo quarto piazza due triple e nell’ultima frazione mette tre punti all’inizio, poi però sbaglia a 27 secondi dalla fine la tripla del sorpasso. Ci può stare, specie in un back-to-back in trasferta. Squadra stanca calata alla distanza. Per il persicetano: 14 punti (2/2 da due, 2/9 da tre, 4/6 ai liberi), 1 assist in 39’.





New Orleans Hornets @ Utah Jazz L 87-105

Alla terza trasferta in quattro giorni, gli Hornets cedono nettamente ai Jazz, squadra notoriamente forte tra le mura amiche. Partono meglio gli Hornets, poi però Utah viene fuori alla distanza e passa a condurre nel terzo quarto anche di 16. Il Beli è poco cercato dai suoi (solo sei tiri, minimo stagionale) ed è seduto in panca quando a cavallo tra gli ultimi due quarti i suoi recuperano 11 punti di svantaggio. Ma poi, come spesso accade, lo sforzo per recuperare si fa sentire e i Jazz allungano. Hornets stanchi. Per Belinelli: 10 punti (1/2 da due, 2/4 da tre, 2/3 liberi), 1 rimbalzo, 1 fallo e 1 palla persa in 28’38”





New Orleans Hornets @ Portland Trail Blazers W 97-78

Stanchezza che va via nel match di venerdì notte a Portland, dove Belinelli disputa sicuramente la sua migliore gara settimanale e una delle più incisive in maglia Hornets. I “calabroni” partono piano e sono i Blazers a metterli in difficoltà per il primo quarto e mezzo. Ma poi la squadra di casa si addormenta e vengono fuori gli avversari, che sciorinano il loro miglior basket, grazie alla guida indiscussa, il sensazionale Chris Paul, capace di mettere in ritmo tutti con la sua leadership e i suoi assists. C’è anche la mano del Beli nel parziale di 17-2 nel secondo quarto che di fatto chiude la gara. Il bolognese è incisivo con due punti e una buona applicazione in difesa. Il Beli ha la mano caldissima da tre, mettendone quattro su cinque, tra cui due importanti all’inizio del terzo quarto e a tre minuti dalla fine quando porta i suoi al +13. Bene così. Per lui 14 punti (1/3 da due, 4/5 da tre), 4 rimbalzi in 29’.



La prossima settimana saranno ancora quattro le gare da giocare per gli Hornets. Venerdì ci sarà lo scontro fratricida con i Knicks di Gallinari.





GALLINARI - Due vittorie nel back-to-back contro i Bobcats e la magra figura la scorsa notte con Atlanta, il bottino settimanale dei Knicks, che prima della debacle appunto di ieri sera aveva vinto cinque gare di fila. I pro sono le vittorie, che indicano un miglioramento nella chimica di squadra, come ha detto anche Gallinari, i contro, la caratura degli avversari battuti, ovvero Sacramento, Golden State (in pessime condizioni senza David Lee), Clippers e Charlotte, cioè non proprio l’elite NBA. E infatti non appena hanno incontrato una squadra un po’ più quadrata, non c’è stato nulla da fare.



New York Knicks vs. Charlotte Bobcats W 110-107

I Knicks controllano la gara dall’inizio alla fine, o quasi, perchè mettono a repentaglio la vittoria con un calo di concentrazione che riportava i Bobcats a -1 a pochi secondi dalla fine (parziale di 7-0), ma grazie ai liberi del Gallo e di Felton la “W” è in cassaforte. Gallinari gioca d’astuzia come nelle precedenti gare, andando molto in lunetta (8 su 8) e mettendo solo una tripla. Vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di giocatore monodimensionale che molti gli attribuiscono (compreso noi). Per lui 15 punti (2/3 da due, 1/4 da tre, 8/8 ai liberi), 6 rimbalzi, 4 assist, 2 recuperi, 1 stoppata in 40’.



New York Knicks @ Charlotte Bobcats W 99-95

Partita combattuta, ma piena di errori da una parte e dall’altra. I protagonisti sono Stoudemire, Felton (anche 13 sorprendenti assists per lui) e Chandler (tutti e tre sopra i venti punti), ma alla fine sono ancora i tiri dalla lunetta del Gallo a mettere la gara al sicuro. Il milanese si ferma a 43 liberi consecutivi a segno, ma sbaglia il 44mo e quindi lascia (con il tempo che trova…) il record a Duhon. Gallinari non molto ricercato in attacco, chiude con 9 punti (0/4 da due, 2/5 da tre, 3/4 ai liberi), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero in 36’.



New York Knicks vs. Atlanta L-90-99

Brutta, davvero brutta sconfitta casalinga per I Knicks, con D’Antoni che a fine partita lascia il campo nerissimo in volto. I Knicks, reduci dal pokerissimo di vittorie pensavano forse di fare un solo boccone degli avversari, in crisi di identità ma sulla carta comunque migliori. Atlanta va avanti di dieci dopo il primo quarto e allunga nel secondo con i Knicks totalmente passivi, che tentano una timida rimonta nel terzo quarto, che tuttavia si rivela fallimentare, ed arrivano poi anche al – 4 all’inizio dell’ultima frazione, ma la serata è decisamente “no” e ,gli Hawks riprendono il largo. Gallinari è avulso alla manovra offensiva (un errore nel primo quarto, una schiacciata nel secondo e un tiro dai sei metri nel terzo), per lui “solo” 4 punti (2/4 da due, 0/2 da tre), 3 rimbalzi, 1 assist in 23’. E’ il minimo stagionale. La settimana scorsa, secondo la più classica delle tradizioni italiane, mise le mani avanti, affermando di non essere una superstar, forse magari per scrollarsi psicologicamente un po’ di pressione di dosso. Ma gli americani, abituati alla spacconeria delle loro stelle non hanno apprezzato, interpretandola come mancanza di personalità. Gare come quella della scorsa notte devono capitare sempre di meno, per evitare di far credere a queste persone di avere ragione…VF